Sheila Jones, 36 anni, è stata condannata ieri dal tribunale di Wolverhampton a scontare 22 anni e sei mesi di carcere per l’omicidio della sua bisnonna Daisy Myring, di 92 anni, picchiata a morte il 31 maggio scorso nella sua abitazione di Brownhills, nella contea inglese di Staffordshire.
La Jones, è emerso nel corso del processo, si prendeva cura dell’anziana parente dal marzo dell’anno precedente, quando sua madre era morta e la Myring era rimasta da sola. Lei, viste le difficoltà dell’anziana ad uscire di casa, si occupava anche di pagare le sue bollette e di gestire il suo denaro.
Tra un’operazione bancaria e l’altra la Jones si intascava del denaro - oltre 7 mila euro nel giro di pochi mesi - e quando la Myring le ha chiesto spiegazioni ed ha minacciato di denunciare il furto alla banca, è esplosa la furia omicida.
In preda ad un raptus Sheila Jones ha brutalmente picchiato l’anziana parente con uno sgabello, riducendola in fin di vita. La Myring, ancora agonizzante, è stata trovata diverse ore dopo da un’altra delle persone che si prendevano cura di lei. E’ deceduta il giorno seguente in ospedale a causa delle lesioni riportate, mentre gli inquirenti si sono subito messi alla ricerca del killer.
Non c’è voluto molto per arrivare alla Jones, sorpresa quello stesso giorno dagli agenti mentre si stava liberando di due sacchi della spazzatura contenenti alcuni oggetti coperti di sangue della vittima.
Ieri, a distanza di pochi mesi dal delitto, si è concluso il processo: Sheila Jones è stata condannata al carcere a vita. Dovrà scontare almeno 22 anni e sei mesi di carcere prima di poter avanzare richiesta per la libertà vigilata.










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