2 settembre 2012


2 settembre 2012 - La scarcerazione di Michelle Martin ha scatenato violente proteste in Belgio.
Scontri tra dimostranti e agenti di polizia sono scoppiati davanti al convento delle suore clarisse, nel sud del Paese, dove è stata trasferita Michelle Martin, condannata a 30 di prigione per complicità con il marito.
Alcuni manifestanti hanno lanciato pietre e petardi contro gli agenti. Due persone sono state arrestate.
La Martin ha ottenuto martedì scorso la libertà vigilata prevista dalla legge una volta scontata metà della pena. La decisione della corte ha suscitato forti proteste, tanto che il premier Elio Di Rupo ha promesso di inasprire le regole sul provvedimento di libertà condizionata.
Dutroux sta scontando l’ergastolo per il sequestro e lo stupro di sei ragazze tra il 1995 e il 1996 e l’omicidio di quattro delle sue vittime. La moglie è stata condannata per averlo aiutato nei sequestri e per aver lasciato morire di fame due delle ragazze.

31 luglio 2012 - Sta per essere rimessa in libertà l’ex moglie di Marc Dutroux, il cosiddetto “mostro di Marcinelle“. Michelle Martin era stata condannata a 30 anni di prigione, nel 2004, per aver collaborato con l’ex marito a diversi omicidi.
Michelle Martin fu condannata a 30 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Arlon. Avendo scontato più della metà della pena, ha ottenuto il diritto di chiedere la libertà condizionata – occasione che ha cercato di cogliere per cinque volte – che le è stata accordata adesso dal tribunale di Mons.
La questione ha suscitato lo sdegno di molte persone, perché la donna partecipò attivamente alle atrocità commesse dal compagno su Julie e Melissa, due bimbe di soli 8 anni che furono rinchiuse nella cantina della loro casa e che morirono di fame e di freddo. Martin uscirà dal carcere e si ritirerà nel monastero delle Clarisse a Malonne, luogo che si trova a circa 100 chilometri a sud di Bruxelles.


9 maggio 2011 - (ANSA) Michele Martin, ex moglie di Marc Dutroux, condannata nel 2004 a 30 anni di carcere per complicità con il marito nel caso di pedofilia che per anni ha scioccato il Belgio, potrebbe tornare in libertà. Lo rivela l'emittente televisiva Rtl, citando una decisione del tribunale per l'applicazione delle pene di Mons. Se il pubblico ministero non farà ricorso in Cassazione entro domani alle 16, la donna tornerà in libertà, spiega l'emittente sul suo sito internet.
L’ex moglie di Marc Dutroux si appresta a riacquistare la libertà dopo aver scontato metà della sua pena. I giudici della Corte di assise l’avevano condannata a trent’anni di carcere per complicità con il marito, il «mostro di Marcinelle», all’ergastolo per aver rapito, sequestrato e violentato, tra il 1995 e il 1996, sei ragazzine, due delle quali lasciate morire di fame e di sete.
Michelle Martin, che ha 51 anni ed ha divorziato dal marito nel 2003, un anno prima del processo, ha ottenuto il parere favorevole da parte del tribunale di Mons alla sua richiesta di libertà su condizione. Per la legge belga un condannato può chiedere di essere rimesso in libertà anticipata, dopo aver scontato un terzo della pena. Se la procura entro le 16 di oggi non si opporrà davanti alla Cassazione, la donna sarà quindi liberata 15 anni dopo essere stata arrestata, insieme con il marito, nel ’96.
Secondo fonti giudiziarie, Michelle Martin, una volta fuori dal carcere, potrebbe essere ospitata in un convento in Francia. Alla notizia della possibile liberazione, unanime è stato il giudizio contrario dei familiari delle vittime, secondo i quali «arriva troppo presto». «So che alcune persone possono compiere errori e devono poter beneficiare di una seconda chance», ha affermato Jean-Denis Lejeune, il padre della piccola Julie, «ma qui si parla di fatti troppo gravi, dell’omicidio di bambini, che io non posso accettare».
C’è sgomento ed orrore in Belgio per l’imminente scarcerazione di Michelle Martin, l’ex moglie del “mostro di Marcinelle”. La donna era stata condannata a 30 anni di carcere nel 2004 a Mons, città dove è avvenuto anche il regolare processo a suo carico e dove stava scontando la pena già dal 1996. La richiesta di rimessa in libertà, che può essere inoltrata dopo aver scontato almeno un terzo della pena, è stata accettata dal procuratore generale destando l’indignazione dei cittadini e soprattutto dei familiari delle vittime. I genitori dei piccoli violentati da Marc Dutroux si sono detti “indignati” per il provvedimento, tanto più che la donna non ha mai minimamente mostrato segnali di rimorso per la sua complicità negli abusi compiuti dall’ex marito.
All’epoca, infatti, Martin aveva contribuito al rapimento delle sei ragazzine vittime delle violenze ed alla morte di Julie Lejeune e Melissa Russo, di appena otto anni, lasciate spegnersi di stenti nella cantina di una delle loro abitazioni.
Crimini orrendi che non hanno lasciato indifferenti neanche il popolo di Internet: su Facebook si sono moltiplicati i profili che ricordano quei giorni, ed in queste ore ne è stato creato un altro contro la liberazione della donna che conta già migliaia di iscritti.
Secondo la legge belga la Martin può essere scarcerata perché ha già scontato 15 dei 30 anni previsti e perché la procedura era “completamente regolare”.


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