16 dicembre 2010






















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Forse una spranga o un'accetta. Sarà l'esame autoptico a stabilirlo. Non ancora sentiti i fermati, si attende l'udienza di convalida: differito il colloquio con il legale di madre e figlio accusati. Sempre grave in rianimazione la donna ferita a sprangate. Cordoglio a Turbigo per Giuseppe Sporchia

01/10/2009 - Resta avvolto nel mistero per ora il contesto in cui è maturato il delitto di Borsano una anomala strage in famiglia, ultima di una lunga serie culminata con la strage di Gornate Olona. Il suo punto focale è probabilmente da ricercare proprio nella mancata ricucitura di un'unità familiare. Il fatto ha destato vivo dolore e sconcerto soprattutto a Turbigo, dove Giuseppe Sporchia aveva vissuto a lungo ed era ben noto come il numero uno della Protezione Civile locale.
Intanto le indagini proseguono nel più stretto riserbo. Non sono ancora stati ascoltati alla presenza dei legali i tre arrestati, Daniela Craici, il figlio [di primo letto, dunque non nipote dell'ucciso - n.d.r.] Cristian Palatella e l'amico di questi Luca Modena. Ai tre viene imputata la brutale uccisione di Giuseppe Sporchia e il ferimento grave della moglie Bambina Berra, salvatasi forse perchè creduta morta. Proprio lei, con le ultime forze rimastele, ha spiegato ai carabinieri sopraggiunti dopo la sua disperata richiesta di aiuto che gli aggressori erano i familiari. Da qui il fermo dei tre, con la donna che non era in casa quando sono giunti sul posto i militari, ma vi si è presentata poco dopo, apparentemente sconvolta dall'accaduto quanto chiunque altro dei presenti, ivi inclusi cani (due) e gatti (cinque) di famiglia, che uggiolavano o miagolavano spaventati ancora ore dopo l'accaduto.
Ora, della villetta teatro del massacro, condotto con un'arma contundente le cui caratteristiche solo l'autopsia della vittima, prevista nei prossimi giorni ma non ancora assegnata, saprà dire di più (si pensa ad un oggetto con bordo tagliente, forse un'accetta), regna il silenzio, i sigilli all'ingresso come pietosi lenzuoli a coprire una scena del delitto che deve essere stata spaventevole. Aggredito in sala, Giuseppe Sporchia è infine crollato in cucina. Poco lontano la moglie, la cui sopravvivenza (le sue condizioni sono al momento immutate, resta grave in rianimazione ma ha ripreso conoscenza abbastanza da poter cercare di scrivere qualcosa) è stata decisiva per orientare le indagini. Così come decisivo sarebbe un suo pieno recupero, tale da consentirle di testimoniare chiaramente sull'accaduto.
Ad assalire la coppia Cristian e l'amico Luca, protagonisti appena quattro settimane fa di un piccolo episodio di cronaca. La madre di Cristian, Daniela, non si sarebbe limitata a "coprire" semplicemente l'ennesima bravata del figlio, ma avrebbe avuto, secondo gli inquirenti, un ruolo di partecipazione attiva: l'accusa per lei è al momento la medesima che per gli altri, omicidio aggravato in concorso e tentato omicidio. Sullo sfondo anche le tensioni createsi fra Daniela e il marito, assente al momento della strage, proprio a causa del figlio di lei, giovane ma già con una nutrita lista di precedenti penali: i due sarebbero stati sull'orlo di una separazione. E l'ipotesi di un movente economico, forse la più ovvia di primo acchito, che però attende conferme sostanziali. Fin qui negate dal silenzio degli arrestati.
Né può contribuire ad aggiungere qualcosa di nuovo l'avvocato di fiducia di Craici e Palatella, Roberto Donetti. «Non ho ancora avuto modo di scambiare una sola parola con gli assistiti» riferisce «poichè il pm si è avvalso di una facoltà che la legge gli attribuisce, ma che viene usata solo in casi limitati e per reati gravi: quella cioè di differire il colloquio dei fermati con il difensore fino all'udienza di convalida davanti al gip». L'udienza di convalida non è stata fissata, anche se si dovrà per forza tenere domani o dopodomani. «Non resta che attendere che gli inquirenti procedano con il loro lavoro, appena ci sarà possibile faremo il nostro» aggiunge l'avvocato. «Finora quanto so della vicenda l'ho appreso dai giornali e da Internet». La difesa del terzo arrestato, Luca Modena, è affidata all'avvocato Sara Cenzin.


4 novembre 2009
Prime ammissioni davanti al pm da parte di Daniela Craici, Christian Palatella e Luca Modena accusati dell'uccisione di Giuseppe Sporchia nella sua casa la sera del 27 settembre scorso. L'arma del delitto un'accetta. Il complice: "Dovevamo solo dare una lezione ai vecchi"

Voleva riannodare un rapporto ormai deteriorato, Daniela Craici, e i suoceri rappresentavano nella sua mente il maggior ostacolo ad un matrimonio ormai giunto alla fine. Sarebbe questo, secondo le prime sommarie indiscrezioni degli interrogatori, il movente che sta dietro all'omicidio di Giuseppe Sporchia ed al ferimento di Bambina Berra, nella propria abitazione di Borsano in via Novara la sera del 27 settembre scorso. La donna, moglie di Daniele Sporchia, figlio di Giuseppe e Bambina, avrebbe organizzato tutto giorni prima, non appena le era giunta all'orecchio la possibilità che il marito fosse ormai in procinto di firmare la separazione sulla spinta, insistente, dei genitori.

Le prime dichiarazioni agli inquirenti a più di un mese dai fatti potrebbero disegnare un quadro chiaro e definitivo di quella sera e quest'oggi sono stati ascoltati dal sostituto procuratore Silvia Isidori i tre protagonisti della vicenda attualmente in carcere Daniela Craici, il figlio di lei (ma non di Daniele Sporchia) Christian Palatella e l'amico Luca Modena. Il primo ad essere sentito è stato Luca Modena (nella foto a sin.) che è entrato attorno alle 14 nel palazzo della procura per uscirne oltre due ore dopo. Luca Modena avrebbe descritto quella serata con grande dolore ripercorrendo le tappe che da un pestaggio "per dare una lezione", si è trasformato in un orribile omicidio. Christian insisteva sul fatto che fosse necessario dare una lezione ai nonni acquisiti perchè non lo volevano in casa e si mettevano in mezzo tra sua madre, Daniela, e il suo patrigno. Luca Modena, molto legato al Palatella principalmente per questioni legate agli stupefacenti, avrebbe accondisceso all'idea di "dare una lezione ai due vecchi", come li definiva Christian.

Una volta entrati nella casa sarebbe iniziata la colluttazione e la reazione di Giuseppe Sporchia è giunta inattesa. In casa, poco dopo la cena, c'erano Giuseppe e la moglie Bambina mentre ad un certo punto sono entrati Daniela, Christian e Luca. Le botte di Christian e Luca non sarebbero bastate a sedare il povero Giuseppe e a quel punto Daniela, così avrebbe raccontato Luca Modena, ha tirato fuori da un sacco l'accetta per consegnarla a Christian il quale avrebbe materialmente ucciso il nonno acquisito con tre colpi alla testa. Alla moglie Bambina Berra sarebbe stato inflitto, secondo il racconto di Christian questa volta, solo un colpo.

La versione di Luca Modena non sarebbe di molto difforme da quella rilasciata da Daniela Craici, sentita per oltre 4 ore, e da Christian e molte delle dichiarazioni della scena del delitto coinciderebbero con quelle di Bambina Berra. Il movente, come detto all'inizio, sarebbe l'intromissione da parte dei genitori del marito nelle vicende coniugali dei due, a tal punto che da giugno a settembre Daniela e Daniele avrebbero tentato un riavvicinamento molto osteggiato dai genitori di lui. Daniela doveva incontrare il marito in macchina, di nascosto e quando lui si sarebbe deciso a chiudere definitivamente la questione matrimonio lei è andata in tilt, fino a decidere il massacro. Il piano era semplice: Christian, con tutta probabilità sotto effetto di stupefacenti e alcol, insieme a Luca avrebbe dovuto allentare le difese della coppia con le botte mentre lei avrebbe dovuto finirli con l'accetta, ma la reazione di Giuseppe Sporchia incrinò il piano di Daniela a tal punto da costringerla a mettere l'accetta in mano al figlio per finire prima il "lavoro".
Orlando Mastrillo

16 dicembre 2010
Uccise il suocero per vecchi rancori
condannata all'ergastolo nel Varesotto

La donna, 43 anni, è stata ritenuta colpevole insieme col figlio, che ferì mortalmente l'uomo a colpi
d'ascia e di bastone, e un amico del ragazzo- Dissidi per ragioni economiche alla base del delitto


E' stata condannata all'ergastolo Daniela Craici, la donna di 43 anni accusata di aver ucciso il suocero Giuseppe Sporchia il 27 settembre del 2009 e di aver ferito gravemente la moglie di lui, Bambina Berra, a Borsano, frazione di Busto Arsizio (Varese). Dovranno scontare invece 20 anni di reclusione il figlio Christian Palatella e 16 anni l'amico Luca Modena, anche loro accusati dell'omicidio. A emettere la sentenza, che ha confermato le richieste di pena avanzate dal pm Silvia Isidori, è stato Alessandro Chionna, giudice del tribunale di Busto Arsizio, al termine del processo che si è celebrato con rito abbreviato.

I tre imputati aggredirono Sporchia, 60 anni, e la moglie a causa di rancori e dissidi per ragioni economiche fra i due gruppi familiari, che vivevano nella stessa villetta. Daniela, sposata con il figlio della vittima, e il figlio Christian, vent'anni, nato da una precedente relazione, avrebbero premeditato il delitto coinvolgendo anche l'amico 25enne Luca Modena. Sarebbe stato proprio Christian a uccidere il nonno acquisito a colpi di ascia e di bastone, mentre la madre teneva occupata in un'altra stanza Bambina Berra. Poi i tre si sono accaniti contro la donna, che si è salvata solo perché venne creduta morta. "Sono soddisfatto di questa sentenza, per fortuna è stata fatta giustizia", ha commentato Daniele Sporchia, il figlio della vittima. I legali dei tre imputati, che avevano chiesto pene più leggere, si preparano a presentare ricorso in Corte d'appello.

link alla notizia
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/12/16/news/uccise_il_suocero_per_vecchi_rancori_condannata_all_ergastolo_nel_varesotto-10270911/


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