22 dicembre 2010

Si era recata negli uffici della questura reggiana per denunciare il suo medico ginecologo. «Durante una visita specialistica - aveva dichiarato la ragazza - il medico ha usato maniere rudi e mi ha tocato il seno». La denuncia, precisa e circostanziata, prevedeva il reato di violenza sessuale contro il medico, il quale invece era ignaro di tutta la vicenda. Ma due giorni più tardi, la giovane si è di nuovo recata in questura per ritrattare la sua prima versione: «Non è vero nulla - ha detto davanti ai poliziotti - ero confusa ed ero in crisi. Mi sono immaginata una situazione analoga a quando ero bambina, periodo in cui ho subìto attenzioni particolari da parte di un adulto». Sulla base della nuova versione, è scattata per la ragazza una denuncia a piede libero per il reato di calunnia ai danni del ginecologo. Ieri mattina, davanti al giudice del tribunale di Reggio, è iniziato il processo contro la ragazza di 25 anni, ex commerciante e madre di un bambino piccolo, abitante a Reggio. Dopo le prime battute, il procedimento penale è stato rinviato all'udienza dell'11 gennaio prossimo: la giovane era assistita dall'avvocato Vainer Burani. Tutta la vicenda iniziò nel marzo 2008, quando la ragazza si recò dal suo ginecologo per sottoporsi ad una visita specialistica. In quel periodo la ragazza, già madre di un bambino, era fidanzata con un giovane di nazionalità cubana, al quale aveva confessato di essere di nuovo in stato di gravidanza. La circostanza, però, non era vera, ma la ragazza - per tenersi legato il giovane - voleva giustificare al fidanzato cubano di aver perso il bambino, addossando la responsbilità al medico. «Quel medico mi ha sottoposto una visita brutale - raccontò - e mi ha fatto perdere il nascituro». Così, appena uscì dallo studio medico, la ragazza si recò negli uffici della questura di via Dante per sporgere denuncia: raccontò anche altri particolari, che fecevano riferimento
ad un eventuale reato di violenza sessuale. Invece si era inventata tutto, e due giorni più tardi entrò di nuovo in questura per ritrattare.


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