Niente pupazzetti nello zaino, ma un coltello per minacciare le coetanee e per farsi consegnare cellulari e soldi. È la storia di una baby-gang di ragazzine che ha tentato di rapinare una quindicenne a Torino. Non si tratta di un atto premeditato, ma dall'improvvisazione di tre ragazze qualunque, non note tra i corridoi dei commissariati, che forse per rompere la monotonia di una routinaria giornata a scuola hanno voluto provare l'ebrezza di un atto violento. Non conoscevano nemmeno la vittima che è stata scelta a caso, frequenta un'altra scuola e altre compagnie. È stata solo sfortunata a trovarsi quella mattina su quell'autobus.
I fatti risalgono alla mattina del 27 ottobre scorso quando due ragazzine diciassettenni e una quindicenne di ceto medio hanno puntato la loro vittima, una sedicenne, sull'autobus della linea 2 nel tragitto per andare a scuola. Lei sentendosi gli sguardi di queste ragazze addosso, si è avvicinata all'autista pensando così di essere più protetta. Ha capito di essere nel mirino delle tre ragazze quando, fingendo di scendere dall'autobus, loro seguivano le sue mosse. È poi scesa alla fermata tra via Lancia e corso Trapani per prendere il secondo autobus che l'avrebbe portata a scuola. Le tre ragazze hanno fatto lo stesso. Una di loro le ha chiesto l'ora. Ha tirato fuori il cellulare per controllare, ha risposto e ha continuato a camminare spaventata a passo veloce. La ragazza che l'aveva avvicinata l'ha inseguita e l'ha afferrata per il collo immobilizzandola. Le altre due ridevano. A circa trenta metri di distanza erano presenti delle persone che hanno visto la scena. «Pensavamo che fosse uno scherzo tra amiche – hanno poi detto agli inquirenti – solo una ragazzata». La ragazza che la teneva ferma ha però iniziato a minacciarla: «Dammi il cellulare o ti accoltello». Poi è però riuscita a divincolarsi dalla presa e a raggiungere in lacrime la fermata dove, in mezzo alla gente, si sentiva più protetta.
Nel pomeriggio, di ritorno da scuola, ha raccontato tutto al padre che ha sporto denuncia. L'ispettore Claudio Licciardi del commissariato San Paolo ha svolto le indagini basandosi sulle informazioni raccolte nel corso di una lunga indagine nelle scuole della zona su fenomeni di bullismo e episodi legati al disagio dei minori. La svolta quando Paola ha avvistato nuovamente sulla linea 2 le tre ragazze che l'avevano aggredita e ha chiamato il 113. a questo punto, in seguito a un viaggio in autobus scortata dagli agenti di polizia, è stato possibile per gli uomini del commissariato San Paolo individuare la baby-gang e consegnare le ragazze ai genitori. Le tre minorenni hanno poi confessato e sono sotto indagine per il reato di tentata rapina aggravata.









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