Una donna di 69 anni è stata rinviata a giudizio ieri mattina dal gup con l’accusa di maltrattamenti nei confronti del marito — un ex dirigente d’azienda di 82 anni — affetto da varie patologie e bisognoso di quotidiana assistenza.
Il processo inizierà il 4 maggio. Nei confronti dell’imputata si è costituito parte civile il marito (che ha in corso azione di separazione giudiziale) assistito dall’avvocato Massimo Martini. L’imputata è difesa dall’avvocato Biagio Madonna. I fatti sono recenti: risalgono infatti al periodo compreso fra il febbraio e l’agosto del 2009.
Fu l’uomo stesso a presentare querela il 4 agosto ai carabinieri di Alfonsine dopo che la figlia, messa al corrente di quanto stava accadendo, andò a casa dei genitori, a Ravenna e portò con sè ad Alfonsine il padre. Raccontò l’uomo: «Io ho bisogno di essere assistito quotidianamente, mia moglie mi ha sempre trascurato e così ho assunto una badante, una signora polacca. Nei giorni di libertà della badante mia moglie non mi porta in bagno, mi lascia sporco, non mi prepara da mangiare, dice che sono matto, mi fa dormire sul divano, non vuole che telefoni a mia figlia e le impedisce di venire a casa nostra».
In una integrazione alla querela, l’uomo aggiunse che la moglie spesso gli somministrava un tranquillante in dosi massicce (addirittura 77 flaconi in un anno), precisava altri censurabili comportamenti quotidiani e annotava anche prelievi definiti indebiti dal deposito in banca. L’indagine preliminare è stata diretta dal pm Daniele Barberini che ha chiesto il rinvio a giudizio, richiesta che il gup Antonella Guidomei ieri mattina ha accolto.









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