5 ottobre 2010

Aggiornamento del 14 dicembre 2012

Una condanna a cinque anni è stata decisa a Trento per Simonetta Agostini, 54 anni, accusata di avere ucciso a coltellate il marito Paolo Scrinzi, 64 anni.
Alla donna la Corte d'assise ha riconosciuto l'omicidio preterintenzionale, ma non la legittima difesa. Le sono state inoltre riconosciute le attenuanti generiche dello stato d'ira per la presunta aggressione nei suoi confronti da parte del consorte, e quella del ravvedimento operoso, visto che era stata la moglie stessa a chiamare i soccorsi.
L'omicidio, avvenuto nella loro abitazione, a Villalagarina, risale al 5 ottobre 2010 e il pm Giorgio Valerio Davico, non credendo alla tesi della non volontarietà, aveva chiesto la condanna a 21 anni di detenzione.
Fonte

aggiornamento del 1° giugno 2012
Si allunga il processo per omicidio volontario contro Simonetta Agostini, che il 5 ottobre 2010 uccise con una coltellata il marito Paolo Scrinzi. Ieri la Corte d’appello di Trento, presieduta dal giudice Marco La Ganga, ha richiesto una nuova perizia medico legale per stabilire le cause della morte, e una perizia psichiatrica sull’imputata, per stabilirne la capacità di intendere e volere all’epoca dei fatti e la capacità di stare in giudizio. Inoltre è stata richiesta la deposizione di Chiara Bolner, la giovane amica della nipote di Simonetta, che il pomeriggio dell’omicidio sentì delle grida provenire da casa Agostini.
Ieri sono stati ascoltati come testimoni i due legali che assistettero la coppia Agostini-Scrinzi nella vendita del ristorante di famiglia, La Cruna dell’Ago di Villa Lagarina, e un amico dell’imputata. I due legali hanno riferito le circostanze della sfortunata vendita, dalla quale la coppia non incassò che una piccola parte della somma promessa.



aggiornamento del 30 ottobre 2010
Simonetta Agostini non voleva uccidere il marito Paolo Scrinzi il pomeriggio del 5 ottobre. Per il tribunale del riesame avrebbe agito per legittima difesa e l’omicidio non sarebbe volontario ma preterintenzionale. Tanto che la donna di Villa Lagarina ha lasciato il carcere di via Prati ed ora si trova agli arresti domiciliari in casa della madre.
I giudici trentini, in sostanza, hanno accolto le tesi dell’avvocato difensore Vanni Ceola che aveva presentato istanza al tribunale sostenendo la legittima difesa della donna di 54 anni. Agostini dal carcere aveva raccontato di aver colpito il marito di 64 anni con un coltello nel corso di una lite in maniera del tutto accidentale. Infatti, secondo la ricostruzione dell’episodio fornito dall’ex titolare del ristorante “La cruna dell’Ago”, tra i coniugi era scoppiato un litigio e mentre lui la trascinava verso la camera da letto, lei sarebbe riuscita a prendere un coltello lasciato su una stufa. Poi nel momento in cui i due erano finiti sul letto, Agostini si è trovata a cadere sopra di lui: in quel momento lo avrebbe colpito, senza comunque intenzione di ucciderlo, con quell’unica coltellata risultata fatale.
Può essere successo davvero così e non come in un primo momento aveva sostenuto la Agostini la quale aveva affermato di essere andata in cucina a prendere il coltello per poi colpire Paolo Scrinzi su un fianco quando lui era a letto? Il tribunale del riesame è convinto che la donna non volesse uccidere il marito tanto che parla di omicidio preterintenzionale.
La tesi del tribunale del riesame non collima con quella della procura per la quale si tratta di omicidio volontario. Ma lo stesso tribunale, al pari del giudice delle indagini preliminari, sosterrebbe la tesi che la donna nelle concitate fasi della lite con il marito sarebbe andata in cucina scegliendo, tra gli altri esposti sulla parete, addirittura il coltello che tagliava di più. E come sarebbe stato possibile per la Agostini tenerlo impugnato dietro la schiena durante gli spostamenti dalla cucina alla camera? Sono tanti gli aspetti ancora da chiarire, come le difficoltà di carattere economico (documentazione è stata sequestrata nella casa di Villa) che sarebbero state all’origine della lite sfociata nell’omicidio.
fonte

6 ottobre 2010 - Una donna di 54 anni ha ucciso il marito di 64 anni al termine di una lite coniugale. Gli ha sferrato un fendente all’addome con un grosso coltello da cucina. L’episodio è avvenuto nel loro appartamento, sopra il ristorante ormai chiuso che la donna aveva gestito per diverso tempo. Resasi conto della gravità della ferita ha subito chiamato i soccorsi ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare, nonostante l’operazione d’urgenza è morto nella nottata. I due si erano sposati in seconde nozze, l’uomo era vedovo e la donna divorziata.


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