Solo il giorno prima i servizi sociali erano entrati in quella casa, per controllare se fosse giusto lasciare che Alia Ahmed Jama, bambina di soli 3 anni, continuasse a vivere con sua madre. Evidentemente, però, l'ultima occasione di salvare la vita alla povera bambina, non è stata sfruttata. Così la piccola, il giorno dopo, è stata uccisa a coltellate da sua madre, che ha poi tentato di scioglierla nell'acido.
La storia, terribile, è avvenuta a Birmingham ed è stata resa nota ieri al processo. Gli assistenti sociali decisero che Alia "stava bene", e dissero a sua madre, Iman Omar Yousef, che sarebbero tornati presto per verificare ancora le condizioni di salute della bambina. Poco dopo, la donna è andata alla stazione di polizia più vicina per chiedere di essere sistemata, insieme alla figlia, in un albergo: "Ci sono persone che vogliono entrare in casa, vogliono violentarmi", avrebbe detto agli agenti.
Davanti al loro rifiuto, Iman è tornata dunque a casa, per poi andare, il giorno dopo, a Leicester da sua madre. Quest'ultima, quando ha visto che la nipotina non era con Iman, si è allarmata ed ha chiamato la polizia. "E' in un posto sicuro", continuava a dire la donna, finchè i poliziotti non sono entrati in casa sua ed hanno trovato Alia sul pavimento della sua stanza, con il corpo parzialmente decomposto a causa di una sostanza acida.
"I poliziotti sono rimasti scioccati dall'immagine e dall'odore di acido", ha detto il pubblico ministero James Burbidge in aula. "E' difficile stabilire l'esatta dinamica della morte - ha continuato - ma sembra certo che l'acido sia stato usato quando la bambina era già profondamente incosciente, o senza vita". L'arma del delitto, probabilmente un grosso coltello da cucina, con cui Iman ha colpito sua figlia per una dozzina di volte nel petto, non è stato mai ritrovato.
La madre omicida, di origini somale, vive in Gran Bretagna dal 2007 dopo diversi anni in Olanda: da tempo la sua famiglia era preoccupata per la sua salute, per via di una presunta schizofrenia. Proprio per questo motivo la donna, incriminata per l'omicidio, è stata considerata incapace di intendere e di volere dopo le perizie di tre psichiatri: Iman soffre, secondo i medici, di schizofrenia e di allucinazioni.










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