Era arrivata a ricevere anche duecento squilli anonimi al giorno, in una persecuzione che non trovava tregua. Così, Sara Brunone, ha deciso di denunciare per stalking, ai carabinieri, il suo anonimo molestatore: era una 38enne leccese. La vicenda inizia nel luglio 2006: Sara Brunone, tramite un’amica, conosce la sua stalker ad un concerto di Marco Masini. Poche battute tra loro e lo scambio del numero di cellulare per motivi del tutto logistici. Poi le due non si rivedono più.
Due anni dopo e cioè ad aprile 2008, però, Sara inizia a ricevere chiamate incessanti sul cellulare, sempre da numero anonimo: "Ricevevo anche duecento squlli al giorno - racconta -. Una situazione assolutamente insostenibile e che è andata avanti per quasi un anno. La mia prima denuncia è avvenuta a due mesi dall’inizio delle chiamate, che si sono concluse solo a novembre dello stesso anno. Quando cioé i carabinieri sono riusciti ad identificare la responsabile delle molestie". Dopo la fase investigativa, la vicenda è passata in tribunale: "In un primo momento - dice ancora la Brunone, rappresentata dall’avvocato Cinzia Vitelli - il giudice aveva archiviato il procedimento, ma abbiamo fatto ricorso. E ieri, finalmente, questa storia si è conclusa, con un risultato più morale che concreto".
La stalker, infatti, è stata condannata in sede penale a pagare un’ammenda di 120 euro. Una cifra ridicola per un’accusa invece grave: "Sull’atto del tribunale si legge chiaramente che si è trattato di ‘chiamate persecutorie, esecutive di un medesimo disegno criminoso’ - spiega ancora Sara Brunone -. Quasi un anno di chiamate incessanti, con la paura addosso perché non avevo idea di chi ci fosse dietro quel telefono. Malgrado l’ammenda veramente ‘simbolica’, dovuta anche al fatto che questa ragazza non aveva precedenti penali, sono comunque contenta che sia finito tutto bene. Non so quale sia stato il motivo che l’ha spinta ad agire così. Ora la prima cosa che farò sarà cambiare il mio numero di telefono, e il nuovo lo darò solo a persone di cui mi posso davvero fidare".









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