Assolto perché il fatto non sussiste. È questa la sentenza emessa ieri mattina dal tribunale per il caso di un marito accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale dalla ex moglie. Per il primo collegio (presidente Angelo Perrone, a latere Giulio Cesare Cipolletta e Marco dell’Omo) non ci fu violenza e non ci furono maltrattamenti: per quanto riguarda invece le presunte lesioni aggravate ci sarebbe stata una querela tardiva, e su questa base si è ritenuto di non doversi procedere. Sentenza accolta con parole dure dalla ex moglie, che si è chiesta a lungo: e tutte le botte che ho preso? è giustizia questa? Sul banco degli imputati è comparso un pizzaiolo di 42 anni, difeso dagli avvocati Ezio Menzione e Alessandro Zarra. La ex moglie, che si era costituita parte civile, era assistita dall’avvocato Antonio Cariello. Il quadro accusatorio in base al quale l’uomo era stato portato in giudizio si riferiva a presunti maltrattamenti gravi continuati nel tempo e addirittura a due episodi di violenza sessuale, rapporti imposti con la forza, avvenuti nel gennaio scorso. Stando alle accuse della ex moglie, raccolte dai carabinieri, l’uomo l’avrebbe più volte colpita a calci e pugni, in varie parti del corpo, infliggendole anche umiliazioni frequenti e offese e l’avrebbe tradita in più occasioni, perfino con una dipendente. Le accuse avrebbero portato al suo rinvio a giudizio e al processo, nel corso del quale però sarebbero sorte diverse contraddizioni rispetto alle deposizioni rese e agli avvenimenti, collocati temporalmente nell’arco degli ultimi tre anni, partendo dal 2007, fra Pisa, dove i due gestiscono insieme una nota pizzeria del centro, e Cascina, dove la famiglia viveva e dove tutt’ora la donna risiede. Il marito invece si è spostato a Pisa. Negli ultimi mesi sarebbe arrivata la frattura definitiva, con la separazione, nonostante i due continuino a gestire insieme - a questo punto c’è da chiedersi come faranno - la loro attività. Ieri è stata nuovamente ascoltata la donna, la quale ha ammesso che anche dopo le denunce avrebbe fatto una vacanza con il marito durante la quale avrebbero avuto normali rapporti coniugali, ed ha deposto davanti ai giudici una delle presunte amanti, una dipendente, la quale ha fornito una diversa versione dei fatti contestati fino a quel momento. Ha riferito addirittura come la moglie si fosse in alcune occasioni vantata con lei della vis amatoria del marito, cosa della quale anche l’uomo aveva chiesto conferma alla sua metà durante l’ennesima incursione nel locale dei carabinieri, dai lei chiamati durante un litigio. Lo avevo fatto - ha spiegato la ex moglie - perché credo che sia la sua amante e volevo farla ingelosire. L’emersione di un’alterna di rapporti tranquilli a rapporti tesi avrebbe cambiato in corso di dibattimento le carte in tavola, al punto che perfino la pubblica accusa, rappresentata dal pm Giovanni Maddalemi, ha finito ieri mattina col chiedere l’assoluzione dell’imputato. Richiesta a cui ovviamente si è associata la difesa e confermata, dopo quindici minuti di camera di consiglio, dal primo collegio, che ha assolto l’uomo dalle accuse di maltrattamenti e violenza sessuale appunto perché il fatto non sussiste e dalle lesioni aggravate per difetto di querela.









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