16 luglio 2010

LECCE – Lei è tornata in carcere, ma i due complici, marito e cognato, sono al momento uccel di bosco. Alexandra Scripcariu, 24enne, rumena, è stata bloccata la mattina del 14 luglio (ma la notizia s’è diffusa solo ora) dagli agenti della squadra volante della questura di Lecce. Il suo volto è stato riconosciuto da uno dei poliziotti che avevano partecipato al primo arresto, avvenuto nell’agosto dello scorso anno. La giovane straniera risponde di rapina aggravata, in concorso, ed è ora rinchiusa nel carcere di Borgo San Nicola.

E’ così stata eseguita l’ordinanza emessa della sezione del riesame del Tribunale di Lecce, alla quale si era appellato il pm titolare del fascicolo, Alberto Santacaterina, dopo la scarcerazione dei tre. I fatti, come anticipato, risalgono all’estate scorsa ed avvennero nei pressi della stazione ferroviaria del capoluogo. Le vittime, altri rumeni, in una sorta di guerra tra poveri, una coppia di coniugi e la figlioletta di appena due anni. Tutto, in realtà, frutto di un malinteso. La coppia con il bimbo si trovava in stazione per accogliere un parente in arrivo con un treno, mentre la zona era presidiata dagli Scripcariu (compresi, dunque, i due fratelli Adria Vasile e Marius Ilia, ora ricercati), i quali, temendo che fossero lì per occupare il loro territorio nell’accattonaggio, non esitarono a minacciarli, armati di un grosso coltello, e rubando i loro soldi.

Le vittime, però, si recarono in questura e denunciarono i fatti. Sul posto convennero così le volanti, che bloccarono i tre rapinatori, scarcerati, però, dal gip, nel corso dell’udienza di convalida. Da qui il ricorso al Tribunale del riesame, il quale, accogliendo pienamente la tesi riportata dagli agenti, dispose che fosse applicata la misura cautelare in carcere. Ma, ovviamente, i tre indagati avevano ormai già fatto perdere le tracce. Nonostante il tempo trascorso, un poliziotto, trovandosi a passare nel centro della città, ha però riconosciuto la donna, facendo scattare il nuovo arresto.
link alla notizia:
www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=21668


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