29 giugno 2010

Treviso, barista si impicca: “Colpa di una donna stalker”

Si sarebbe ucciso perchè non sopportava più le minacce di una donna che aveva denunciato per stalking C.F., 35 anni, barista di Treviso. Qualche giorno fa - scrive il gazzettino.it che riporta la notizia - tramite un avvocato, aveva presentato la querela per stalking in Procura, e nella notte tra domenica e lunedì si è tolto la vita impiccandosi ad una trave.

link alla notizia
http://cronacaqui.it/29/06/2010/treviso-barista-si-impicca-colpa-di-una-donna-stalker/

Treviso. Barista suicida a 35 anni:
stroncato dalle molestie di una donna

Il 35enne aveva presentato denuncia per stalking
L'avvocato precisa: «Nessun problema economico»

TREVISO (29 giugno) - «Ucciso dallo stalking». Ci sarebbe questa verità dietro la morte di Cristian Fabris, 35 anni. Da tempo nel mirino di una donna, il barista di piazza San Leonardo aveva chiesto l’aiuto di un noto studio legale di Treviso e dieci giorni fa aveva presentato una denuncia in Procura.

Le indagini erano già in corso e a giorni erano attesi i provvedimenti del magistrato. La pressione delle molestie incalzanti, quotidiane, gli avrebbero rubato la serenità portandolo al folle gesto, anche se c’è chi parla di problemi economici alle spalle. In realtà con l’ex moglie, dalla quale si era separato consensualmente, i rapporti erano rimasti ottimi. Tutto andava bene anche con il figlio di 4 anni che vedeva regolarmente. Gli alimenti erano pagati mensilmente come concordato davanti al giudice. E il bar non sembrava sul punto di chiudere per bancarotta. Eppure proprio i problemi economici erano stati una prima risposta per spiegare il gesto, voce che si è diffusa in un batter d’occhio dopo la scoperta del corpo del giovane, appeso alla trave della camera da letto in un’abitazione di via Cendon a Silea dove Cristian aveva da poco preso domicilio.

Sulla porta a vetri del bar di piazza San Leonardo campeggia in evidenza un foglietto bianco con la scritta a mano: "Chiuso per ferie". Saracinesche abbassate. La gente passa davanti al bar e c’è chi guarda e scuote la testa. Nato a Dolo, Cristian Fabris aveva conservato la residenza ufficiale a Scorzè, sempre in provincia di Venezia: ora abitava da solo in via Cendon di Silea dove si è consumata la tragedia.

Attorno alla mezzanotte fra domenica e lunedì si è tolto la vita appendendosi a una trave. Lo hanno trovato pochi minuti dopo le 3 di notte i vigili del fuoco che hanno dovuto forzare una finestra per consentire al personale del Suem di entrare nell’appartamento. Quindi sono stati allertati i carabinieri della compagnia di Treviso.

Sul letto alcuni foglietti scritti di suo pugno: l’addio ai familiari più stretti, genitori e figli, nel tentativo di spiegare l’inspiegabile. Dopo la fine di quel rapporto da cui era nato il figlio, Cristian Fabris aveva dato vita ad un'altra relazione da cui era nata una bimba, venuta alla luce solo pochi mesi fa. Ma qualcosa, dentro di lui, si è spezzato ugualmente.

(Sergio Zanellato)

link alla notizia
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=108616


Nessun commento:

Posta un commento