http://cronacaqui.it/12/06/2010/%C2%ABhai-il-malocchio%C2%BB-e-le-ruba-7mila-euro/
Dopo quello scoperto meno di due mesi fa a Rivoli, dove una sinta aveva ridotto sul lastrico una nota professionista del luogo, nei giorni scorsi, più precisamente il 28 maggio scorso, un analogo fatto è avvenuto nella vicina Borgaro. Protagonista una rom di 30 anni, Milunka Nicolic, pluripregiudicata residente nel vicino campo nomadi di strada dell’Aeroporto a Torino.
Con una scusa banale, la zingara ha avvicinato una giovane borgarese 34enne che stava uscendo da un rinomato supermercato della cittadina. «So che lavoro fai - le ha detto - e che il tuo nome inizia per M e che hai un parente che vive all’estero e il suo nome, invece, inizia per S». Lettere e indizi non casuali quelli sciorinati dalla Nicolic alla vittima, ma che sono frutto di una lunga fase di studio e di documentazione della “preda” di turno. La giovane cade nel tranello e inizia ad ascoltare, tra la paura e la curiosità la sedicente maga che dopo averla rassicurata sulla sua buonafede rincara la dose: «Io sento un’energia negativa in te. Hai il malocchio, ne sono sicura. Per toglierti questa brutta bestia ti devo benedire i soldi e i gioielli che hai in casa. Ma un passo alla volta. Lunedì portami 300 euro e un po’ di vestiti e pannolini per i miei figli».
La donna ci crede e all’incontro le consegna quanto pattuito. Bastano pochi minuti alla maga per guardarle la mano destra e confermarle il malocchio. E gli appuntamenti tra le due proseguono per quasi una settimana, durante la quale la 34enne porta, a più riprese, indumenti e gioielli, compreso il costoso solitario - regalato pochi mesi prima dal marito per l’anniversario di matrimonio - sempre con la scusa che questi erano sotto malocchio e andavano purificati. Non è mancato neanche il gioco di prestigio della rottura dell’uovo da cui esce una ciocca di capelli per convincere la vittima di avere un “malocchio molto forte”.
A convincere la donna a sporgere denuncia è stata la mancata presentazione a un appuntamento in cui la zingara avrebbe dovuto restituirle i gioielli consegnati. Una volta raccontata la sua storia, i carabinieri della stazione di Caselle, agli ordini del maresciallo Pio Pasquale Sini, l’hanno convinta a ricontattare la finta maga e a fissare un ennesimo appuntamento proprio per ieri pomeriggio, in una zona periferica di Borgaro. In questo caso, è stata la nomade a cadere nel tranello, chiedendo la consegna di 7mila euro in cambio dei gioielli, che peraltro non avrebbe riconsegnato utilizzando nuovamente la scusa che avrebbero avuto bisogno di un’ulteriore benedizione. Una volta presa la somma, la donna è scappata su un furgone, guidato dal marito, Pavle Djordjevic, 29 anni, anche lui pluripregiudicato e residente nello stesso campo nomadi. Ma la loro fuga è durata pochi minuti. I militari casellesi, infatti, li hanno intercettati poco dopo, a due passi dal loro campo nomadi, arrestandoli per estorsione in concorso.
Claudio Martinelli
Dopo quello scoperto meno di due mesi fa a Rivoli, dove una sinta aveva ridotto sul lastrico una nota professionista del luogo, nei giorni scorsi, più precisamente il 28 maggio scorso, un analogo fatto è avvenuto nella vicina Borgaro. Protagonista una rom di 30 anni, Milunka Nicolic, pluripregiudicata residente nel vicino campo nomadi di strada dell’Aeroporto a Torino.
Con una scusa banale, la zingara ha avvicinato una giovane borgarese 34enne che stava uscendo da un rinomato supermercato della cittadina. «So che lavoro fai - le ha detto - e che il tuo nome inizia per M e che hai un parente che vive all’estero e il suo nome, invece, inizia per S». Lettere e indizi non casuali quelli sciorinati dalla Nicolic alla vittima, ma che sono frutto di una lunga fase di studio e di documentazione della “preda” di turno. La giovane cade nel tranello e inizia ad ascoltare, tra la paura e la curiosità la sedicente maga che dopo averla rassicurata sulla sua buonafede rincara la dose: «Io sento un’energia negativa in te. Hai il malocchio, ne sono sicura. Per toglierti questa brutta bestia ti devo benedire i soldi e i gioielli che hai in casa. Ma un passo alla volta. Lunedì portami 300 euro e un po’ di vestiti e pannolini per i miei figli».
La donna ci crede e all’incontro le consegna quanto pattuito. Bastano pochi minuti alla maga per guardarle la mano destra e confermarle il malocchio. E gli appuntamenti tra le due proseguono per quasi una settimana, durante la quale la 34enne porta, a più riprese, indumenti e gioielli, compreso il costoso solitario - regalato pochi mesi prima dal marito per l’anniversario di matrimonio - sempre con la scusa che questi erano sotto malocchio e andavano purificati. Non è mancato neanche il gioco di prestigio della rottura dell’uovo da cui esce una ciocca di capelli per convincere la vittima di avere un “malocchio molto forte”.
A convincere la donna a sporgere denuncia è stata la mancata presentazione a un appuntamento in cui la zingara avrebbe dovuto restituirle i gioielli consegnati. Una volta raccontata la sua storia, i carabinieri della stazione di Caselle, agli ordini del maresciallo Pio Pasquale Sini, l’hanno convinta a ricontattare la finta maga e a fissare un ennesimo appuntamento proprio per ieri pomeriggio, in una zona periferica di Borgaro. In questo caso, è stata la nomade a cadere nel tranello, chiedendo la consegna di 7mila euro in cambio dei gioielli, che peraltro non avrebbe riconsegnato utilizzando nuovamente la scusa che avrebbero avuto bisogno di un’ulteriore benedizione. Una volta presa la somma, la donna è scappata su un furgone, guidato dal marito, Pavle Djordjevic, 29 anni, anche lui pluripregiudicato e residente nello stesso campo nomadi. Ma la loro fuga è durata pochi minuti. I militari casellesi, infatti, li hanno intercettati poco dopo, a due passi dal loro campo nomadi, arrestandoli per estorsione in concorso.
Claudio Martinelli









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