19 giugno 2010




19 giugno 2010


http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-636df1bd-0647-4f07-857c-f3e6d1bf6d14.html

Sono riprese stamattina le ricerche di Rossella Goffo, la funzionaria della prefettura di Ancona scomparsa il 5 maggio scorso. La svolta è arrivata dopo che nella periferia di Ascoli Piceno sono stati trovati una valigia vuota e un maglione rosso da donna. Sono in corso le verifiche per confermare se gli oggetti siano appartenuti alla 47enne, moglie di un medico di Adria (Padova) e madre di due figli.
Per l'ipotesi di omicidio è sotto indagine un tecnico della Questura di Ancona, più giovane della donna, sposato con figli, che aveva avuto rapporti con la donna. Legami complicati, dato che era stato proprio lui a denunciare per stalking la Goffo, poi condannata. La zona dell'Ascolano su cui si stanno concentrando le ricerche, nel Comune di Folignano, corrisponde con quella dove i due in passato si sarebbero spesso incontrati.
Gli agenti che seguono le ricerche avevano pensato a un allontanamento volontario. L'ultima volta la Goffo è stata vista entrare e poi uscire dalla prefettura di Ancona, il 5 maggio. Nell'appartamento dove viveva non sono stati trovati effetti personali. La sua auto è rimasta nel parcheggio: all'interno, documenti con l'età anagrafica falsificata.

10 luglio 2010

Inattendibili le accuse della Goffo

ANCONA - Il tribunale del riesame di Ancona segna un punto a favore di Alvaro Binni, il tecnico quarantunenne della Questura ascolana indagato per l’omicidio di Rossella Goffo. I giudici hanno considerato inattendibili le accuse della funzionaria della Prefettura di Ancona scomparsa, che un anno fa sostenne di essere stata vittima di un tentativo di soffocamento da parte dell’uomo, da cui diceva anche di aver avuto una figlia, in realtà mai nata. Il giallo della funzionaria - 47 anni, un marito, due figli e una relazione extraconiugale con Binni - svanita nel nulla fra il 4 e il 5 maggio scorso, torna dunque al punto di partenza. Il Riesame (presidente Rosario Lionello Rossino, giudici Francesca De Palma ed Enrico Zampetti) ha accolto il ricorso del difensore di Binni, l’avvocato Nazario Agostini, annullando i decreti di perquisizione a carico dell’indagato e i sequestri e la convalida dei sequestri della pistola d’ordinanza e di due punte di trapano, ordinando l’immediata restituzione del materiale (l’arma per competenza al comandante di Binni).
«Non è emersa - scrivono i giudici - non solo l’attribuibilità al Binni dell’omicidio, ma neppure la sussistenza stessa del fatto», mentre la Goffo appare «poco credibile» quando sostenne che il 12 febbraio del 2009 Binni tentò di ucciderla penetrando in casa sua ad Ancona, con guanti, nastro adesivo e un panno intriso di etere e aggredendola alle spalle. Tutto inventato, secondo i giudici, così come la confidenza fatta ad alcune amiche, ma anche a un agente della polizia postale, di non voler denunciare l’amante per «salvaguardare la nostra bambina». Una bambina fantasma, con tanto di fotografia della figlia di un’amica spacciata per autentica. Una circostanza, quella della falsa gravidanza della funzionaria, divenuta pubblica solo oggi (il marito, Roberto Girardi, un medico pediatra del Trevigino parlò di un’interruzione di gravidanza). Ma le sorprese non finiscono qui. Dagli allegati, trasmessi con vari omissis dalla procura al Tribunale del Riesame Agostini ha «intuito che vi fosse una richiesta del pm per l’emissione di una misura cautelare personale» a carico del tecnico, non si sa se non formalizzata o non accolta. «Non avevo alcun motivo per uccidere Rossella, e non sono mai entrato a casa sua» sostiene da sempre Binni, che pure, ha accertato la procura, il 12 febbraio 2009, due giorni dopo aver denunciato la Goffo per stalking, si trovava ad Ancona. «Per lei provo solo una sincera pena». Per il difensore le conclusioni del Riesame sono «un successo, un’attestazione importante in tema di diritti di libertà, che sono l’essenza del diritto penale stesso. Alla luce del pronunciamento - aggiunge - confermiamo comunque la piena disponibilità a collaborare con il pm Irene Bilotta nella ricerca della verità, che a questo punto non che passare da una richiesta di archiviazione definitiva per Binni». Intanto di Rossella non c’è traccia, il cadavere non si trova e le ricerche, concentrate nell’Ascolano, fino a questo momento hanno girato a vuoto.
Ansa


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