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Ha raggirato i due poveri malcapitati, fingendosi una dipendente del Comune di Foggia, con competenza sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Ecco come si è conclusa l'ennesima truffa ai danni di due anziani foggiani, rispettivamente di 79 e 90 anni, avvenuta ieri pomeriggio in un appartamento in via Marchianò, nella zona della chiesa Immacolata a Foggia. La donna sin da subito si è qualificata come una dipendete di Palazzo di Città ma inizialmente i due pensionati hanno avuto un attimo di esitazione. Pertanto hanno chiesto alla donna di poter verificare il suo tesserino. Di fronte alla loro richiesta la truffatrice, se pur priva di un documento di riconoscimento, ha ribadito di potersi fidare ciecamente. Ha conquistato, così la fiducia dei due anziani e poi, con modi gentili, si è introdotta in casa, lasciando, però, la porta d'ingresso semiaperta. Ha distratto i coniugi parlando dei sacchetti per la raccolta differenziata; contemporaneamente, però, agiva il complice. Di fatto, quando la donna è andata via l'anziana signora si è recata in camera da letto e lì ha trovato l'amara sorpresa. Sul comò era stato aperto uno dei pannelli dove solitamente conservava gli oggetti preziosi. 5 anelli in oro, di cui uno con brillantini, 4 paia di orecchini e una collana di corallo rosso, tutti spariti nel nulla. A quel punto, accortasi di quanto accaduto si è recata in questura. In sede di denuncia ha, poi, descritto la truffatrice come una donna dai modi gentili che parlava in italiano.
Ha raggirato i due poveri malcapitati, fingendosi una dipendente del Comune di Foggia, con competenza sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Ecco come si è conclusa l'ennesima truffa ai danni di due anziani foggiani, rispettivamente di 79 e 90 anni, avvenuta ieri pomeriggio in un appartamento in via Marchianò, nella zona della chiesa Immacolata a Foggia. La donna sin da subito si è qualificata come una dipendete di Palazzo di Città ma inizialmente i due pensionati hanno avuto un attimo di esitazione. Pertanto hanno chiesto alla donna di poter verificare il suo tesserino. Di fronte alla loro richiesta la truffatrice, se pur priva di un documento di riconoscimento, ha ribadito di potersi fidare ciecamente. Ha conquistato, così la fiducia dei due anziani e poi, con modi gentili, si è introdotta in casa, lasciando, però, la porta d'ingresso semiaperta. Ha distratto i coniugi parlando dei sacchetti per la raccolta differenziata; contemporaneamente, però, agiva il complice. Di fatto, quando la donna è andata via l'anziana signora si è recata in camera da letto e lì ha trovato l'amara sorpresa. Sul comò era stato aperto uno dei pannelli dove solitamente conservava gli oggetti preziosi. 5 anelli in oro, di cui uno con brillantini, 4 paia di orecchini e una collana di corallo rosso, tutti spariti nel nulla. A quel punto, accortasi di quanto accaduto si è recata in questura. In sede di denuncia ha, poi, descritto la truffatrice come una donna dai modi gentili che parlava in italiano.









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