aggiornamento del 17 gennaio 2013
aggiornamento dell'8 ottobre 2011
La Corte di Assise di Campobasso le ha dichiarate "non punibili". Magdalena Stoica e Alina Tinu, le due donne rumene che il 20 aprile dello scorso anno uccisero Antonio Cammisa, un pensionato di 80 anni di Ururi, nella sua casa con sette coltellate, reagirono al tentativo dell'uomo di violentarle. I giudici non hanno accolto le richieste del pubblico ministero che aveva chiesto 25 annid i reclusione. Hanno ritenuto che le due giovani donne non volevano uccidere Cammisa, si sono soltanto difese dalle "avances" dell'anziano pensionato che avrebbe cercato di molestare sessualmente la Stoica. Dunque il fatto non sussiste per la Corte. Che ha ritenuto non costituire reato nemmeno le dichiarazioni rese dalle due donne che, in un primo momento, per evitare di essere accusate dell'omicidio, avevano raccontato che in casa erano entrati uomini incappucciati che avevano poi ucciso Cammisa.
Le due donne, dopo aver ascoltato la sentenza, sono scoppiate in lacrime. Potranno quindi lasciare il carcere e probabilmente tornare nel loro paese d'origine. Una era detenuta a Chieti, l'altra a Teramo.
18 aprile 2010
Un anziano 78enne, Antonio Cammisa, è stato trovato morto nella sua abitazione. L'uomo è stato ripetutamente colpito con un coltello. I carabinieri hanno interrogato per diverse ore due donne romene, di 27 e 31 anni, che accudivano l'anziano e che sabato sera avrebbero avuto un diverbio con l'uomo. Le due donne sono in stato di fermo.
Tutto è avvenuto poco dopo le 23 di sabato, ma dinamica dei fatti e responsabilità non sono ancora chiare. Le donne sono in stato di fermo. Gli investigatori non credono alla loro versione di avere trovato l'anziano morto in casa e di aver visto fuggire due uomini con il viso coperto. nessun riscontro, finora, per quanto le donne affermano. Al contrario, le testimonianze di chi in paese conosce la vittima e le due donne fanno intravedere un'altra verità.
Cammisa e le due romene erano andati insieme in un bar del paese, qui l'uomo ha bevuto un caffè, le ragazze invece superalcolici, si parla di whisky e vodka. Insieme i tre sono poi tornati a casa e qui sarebbe esplosa una lite per del denaro che l'uomo non avrebbe più trovato in casa. Qualcuno dei vicini ha sentito le urla di quel litigio. Sono così state avvertite le forze dell'ordine. Le romene sono state subito portate in caserma e qui hanno respinto ogni addebito.
A quasi 24 ore di distanza dai fatti sono ancora davanti a carabinieri e magistrati, in stato di fermo, sospettate di essere le autrici del delitto. La Procura ha disposto l'autopsia dell'uomo ma decisivi saranno anche gli accertamenti sul luogo del delitto per chiarire l'eventuale presenza di tracce o impronte di altre persone oltre a quelle delle due donne.
Antono Cammisa viveva solo dopo essere rimasto vedovo e dopo il fallimento del suo secondo matrimonio con un'albanese. La sua vita era stata poi segnata dalla morte delle sue due figlie. Una ha perso la vita in un incidente stradale, l'altra e' morta per una malattia.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo479383.shtml
Un vero e proprio blitz delle forze speciali della Questura di Campobasso, con gli agenti dello Sco che in esecuzione del mandato di cattura internazionale eseguito dall'Interpol in Romania, sono andati a prelevare la badante romena Magdalena Stoica, condannata a 18 anni e tre mesi per l'assassinio dell'80enne pensionato di Ururi Antonio Cammisa.
Omicidio volontario e simulazione di reato per la Stoica, che aveva anche tentato di far passare versioni diverse pur di farla franca, come quella dello stupro che l'anziano aveva provato ai danni suoi e dell'altra indagata Alina Tinu, assolta in entrambi i gradi di giudizio, o quella della rapina.
In effetti in primo grado la Stoica era stata assolta ma in Appello i giudici non la ritennero credibile.
La badante è giunta ieri in Italia, prima alla Questura di Campobasso, quindi al carcere di Chieti, dove sconterà la pena per quell'efferato delitto compiuto il 18 aprile 2010, quando Cammisa venne accoltellato e ucciso in casa propria.
Otto le settimane di latitanza della donna, dal 20 novembre, giorno in cui i giudici di secondo grado l'hanno condannata.
aggiornamento dell'8 ottobre 2011
La Corte di Assise di Campobasso le ha dichiarate "non punibili". Magdalena Stoica e Alina Tinu, le due donne rumene che il 20 aprile dello scorso anno uccisero Antonio Cammisa, un pensionato di 80 anni di Ururi, nella sua casa con sette coltellate, reagirono al tentativo dell'uomo di violentarle. I giudici non hanno accolto le richieste del pubblico ministero che aveva chiesto 25 annid i reclusione. Hanno ritenuto che le due giovani donne non volevano uccidere Cammisa, si sono soltanto difese dalle "avances" dell'anziano pensionato che avrebbe cercato di molestare sessualmente la Stoica. Dunque il fatto non sussiste per la Corte. Che ha ritenuto non costituire reato nemmeno le dichiarazioni rese dalle due donne che, in un primo momento, per evitare di essere accusate dell'omicidio, avevano raccontato che in casa erano entrati uomini incappucciati che avevano poi ucciso Cammisa.
Le due donne, dopo aver ascoltato la sentenza, sono scoppiate in lacrime. Potranno quindi lasciare il carcere e probabilmente tornare nel loro paese d'origine. Una era detenuta a Chieti, l'altra a Teramo.
Delusione da parte del pubblico ministero e dell'avvocato di parte civile. Quest'ultimo aveva sostenuto che Cammisa, data l'età e i problemi di salute, non avrebbe potuto aggredire sessualmente le due donne. Le quali, anche per la giovane età, avrebbero potuto tenere a bada l'uomo senza usare il coltello. Ma la Corte non ha accolto le tesi della parte civile. Pm e avvocato di parte civile quasi sicuramente ricorreranno in appello ma solo dopo aver letto le motivazioni della sentenza che saranno depositate nei prossimi mesi.
18 aprile 2010
Un anziano 78enne, Antonio Cammisa, è stato trovato morto nella sua abitazione. L'uomo è stato ripetutamente colpito con un coltello. I carabinieri hanno interrogato per diverse ore due donne romene, di 27 e 31 anni, che accudivano l'anziano e che sabato sera avrebbero avuto un diverbio con l'uomo. Le due donne sono in stato di fermo.
Tutto è avvenuto poco dopo le 23 di sabato, ma dinamica dei fatti e responsabilità non sono ancora chiare. Le donne sono in stato di fermo. Gli investigatori non credono alla loro versione di avere trovato l'anziano morto in casa e di aver visto fuggire due uomini con il viso coperto. nessun riscontro, finora, per quanto le donne affermano. Al contrario, le testimonianze di chi in paese conosce la vittima e le due donne fanno intravedere un'altra verità.
Cammisa e le due romene erano andati insieme in un bar del paese, qui l'uomo ha bevuto un caffè, le ragazze invece superalcolici, si parla di whisky e vodka. Insieme i tre sono poi tornati a casa e qui sarebbe esplosa una lite per del denaro che l'uomo non avrebbe più trovato in casa. Qualcuno dei vicini ha sentito le urla di quel litigio. Sono così state avvertite le forze dell'ordine. Le romene sono state subito portate in caserma e qui hanno respinto ogni addebito.
A quasi 24 ore di distanza dai fatti sono ancora davanti a carabinieri e magistrati, in stato di fermo, sospettate di essere le autrici del delitto. La Procura ha disposto l'autopsia dell'uomo ma decisivi saranno anche gli accertamenti sul luogo del delitto per chiarire l'eventuale presenza di tracce o impronte di altre persone oltre a quelle delle due donne.
Antono Cammisa viveva solo dopo essere rimasto vedovo e dopo il fallimento del suo secondo matrimonio con un'albanese. La sua vita era stata poi segnata dalla morte delle sue due figlie. Una ha perso la vita in un incidente stradale, l'altra e' morta per una malattia.










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