Da dieci anni lavorava in laboratorio artigianale di falegnameria. Nonostante i suoi gravi disagi psico-fisici. A costringere un cittadino indonesiano di 35 anni a lavorare in maniera massacrante per così tanto tempo, sono stati due persone, marito e moglie, di Altamura. Entrambi sono stati denunciati dalla Guardia di finanza per riduzione in schiavitù. Dopo i controlli per la coppia è scattata anche un’altra denuncia per appropriazione indebita dei documenti dell’extracomunitario. I militari delle fiamme gialle hanno infatti recuperato un libretto postale, un passaporto ed un permesso di soggiorno appartenenti al cittadino straniero ma illegalmente trattenuti dai suoi datori di lavoro. Lo scopo era quello di impedire il ritorno a casa dello straniero. Quest’ultimo è stato affidato alle cure di una casa-famiglia.
Dagli accertamenti della Guardia di finanza è emerso che il cittadino indonesiano lavorava ininterrottamente, da solo, nel laboratorio, dalle 8 del mattino alle 21: era molto bravo nei lavori di falegnameria e realizzava mobili che poi la coppia vendeva con profitto nel loro negozio poco distante. Al cittadino extracomunitario i due elargivano ogni mese uno stipendio bassissimo, ma che non non è stato possibile quantificare perché l’extracomunitario - secondo quanto accertato dagli investigatori - rimanendo segregato notte e giorno per anni in quel luogo, avrebbe completamente perso la consapevolezza del valore dei soldi. Il 35enne poteva telefonare solo raramente alla sua famiglia, non poteva allontanarsi dalla bottega perché era senza documenti. Quando poi finiva di lavorare andava a dormire in una stanzetta al secondo piano della struttura fatiscente salendo una scala a pioli alta quattro metri. Raggiungeva così una piccola stanza dove c’era un letto ma mancava la corrente elettrica. Restava al buio ogni sera. E per andare in bagno doveva utilizzare un piccolo stanzino che si trovava nella bottega, completamente privo di idonee condizioni igieniche.
È andata avanti così per dieci anni durante i quali lo straniero non ha mai avuto il coraggio di ribellarsi, perché - secondo gli investigatori che hanno parlato con lui - aveva perso completamente il senso della realtà. È stato infatti trovato in uno stato di estremo disagio psichico. Ai finanzieri ha detto di voler tornare quanto prima nel suo Paese. La scoperta della Guardia di finanza rientra in un servizio più ampio nella zona di Altamura contro il lavoro nero e l’uso di immigrati, spesso clandestini, in aziende. Nei prossimi giorni i controlli saranno estesi anche in tutto il resto della provincia Barese: il sospetto dei militari delle fiamme gialle è che la tendenza all’utilizzo di extracomunitari per i lavori più faticosi e senza un regolare contratto sia assai diffusa.
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corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/26-marzo-2010/falegname-schiavitu-dieci-anni--1602722614126.shtml









1 commento:
fatto bene
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