25 febbraio 2010

12 settembre 2008 - (Adnkronos) Da anni cambiava amanti, alla ricerca di uno che uccidesse il marito che la maltrattava, ma l'ultimo si e' fatto incastrare dai carabinieri.
Lunedi' mattina alla stazione dei carabinieri di Arma di Taggia (Imperia) si presenta M. L., operaio 46 enne del posto, sostenendo di essere stato avvicinato, alla stazione Fs, da uno sconosciuto che gli ha offerto 20.000 euro in cambio di un favore: uccidere un uomo. Il racconto convince i militari del nucleo operativo che, grazie alla collaborazione di M.L., organizzano un incontro con la persona in cerca di un sicario. Si presenta P.B., pregiudicato 45enne che vive in Provincia di Imperia, rinnovando l'offerta. Si tratta di uccidere il marito della sua amante. A questo punto compaiono i carabinieri e la riunione prosegue in caserma.
Vistosi scoperto, il pregiudicato non tenta di negare, ma spiega di essere il tramite della sua amante, che sta cercando un uomo capace di uccidere suo marito. A conferma mostra alcuni sms scambiati con la donna.
E' M.G., 40 anni, casalinga dell'imperiese, che viene accompagnata in caserma per le domande di rito. Tra lo stupore dei presenti, M.G. racconta spontaneamente tutta la sua storia, cominciando dal matrimonio e dipingendo l'uomo come un despota che la maltrattava. Ormai da anni aveva deciso che l'unico modo per concludere questa storia era far uccidere il marito. E da anni cambiava amanti, alla ricerca di quello che avrebbe soddisfatto il suo desiderio di vendetta, finora senza successo. M.G. e P.B. sono stati denunciati per istigazione all'omicidio e sono a piede libero in attesa di processo.


25 febbraio 2010 - Il gup Maria Grazia Leopardi di Sanremo ha prosciolto, stamani, perche' il fatto non e' previsto dalla legge come reato: la casalinga, di 59 anni, di Riva Ligure (Imperia), Giuseppina Bianchi e l'amante di lei, il giardiniere Pasquale Manni, di 54 anni, inizialmente accusati di istigazione all'omicidio in concorso, per aver la donna chiesto all'amante di trovare un killer per uccidere il marito. I fatti risalgono al settembre del 2008 e all'epoca fecero parecchio scalpore, tanto che la donna, che poi ritorno' a vivere con il coniuge (che la perdono'), venne battezzata la 'mantide' della Riviera.
Il giudice, accogliendo la tesi della difesa – gli avvocati Aldo Prevosto per la moglie e Valentina Quaroni per l'amante – ha ritenuto di non doversi procedere, in quanto l'invito ad uccidere non venne raccolto. La guardia penitenziaria alla quale Pasquale Manni, ignaro di trovarsi di fronte a un pubblico ufficiale, propose di commettere il delitto, in cambio di 20.000 euro, si rivolse immediatamente ai carabinieri che denunciarono entrambi.
Non essendo stato raccolto l'invito, ai due imputati poteva essere applicata soltanto una misura di sicurezza, tipo la liberta' vigilata, ma il giudice non ritenendo entrambi persone pericolose, ha escluso sanzioni accessorie. La vicenda venne a galla, a fine settembre del 2008, quando l'agente della penitenziaria, fisso' un appuntamento con Manni, facendo credere a quest'ultimo che avrebbe preso in considerazione la sua proposta, ma all'appuntamento si presentarono anche i carabinieri.
link alla notizia:
www.riviera24.it/articoli/2010/02/25/79996/progetto-con-lamante-di-uccidere-il-marito-assoldando-un-killer-in-cambio-di-20mila-euro-assolti


1 commento:

Anonimo ha detto...

che sentenza vergognosa..

Posta un commento