26 febbraio 2010

Rita, 13 anni, è stata presa a calci e pugni davanti alla scuola da alcune compagne più grandi

Botte e insulti dalle compagne
I genitori la ritirano da scuola

MILANO 26/02/2010 - Prima gli sguardi di sfida nell’ora dell’intervallo e le provocazioni all’uscita del­la scuola. Poi le minacce, per interi mesi, sempre più pesanti e insopportabili. E infine la “ spedizione puni­tiva” di gruppo: calci e pu­gni in tutto il corpo, tanto da finire in ospedale con esco­riazioni diffuse e il polso e la caviglia slogati.
E’ un crescendo di disagio e violenza la storia di Rita, 13 anni, studentessa di una scuola media di Quarto Og­giaro, periferia nord ovest di Milano.
Dallo scorso marzo, Rita è vittima di un gruppo di ra­gazzine della sua stessa scuola ma poco più grandi, che la perseguitano renden­dole la vita impossibile. Un caso, in poche parole, di bullismo al femminile. E og­gi, dopo l’ennesima aggres­sione, che ha comportato l’apertura in un’inchiesta al Tribunale dei Minori, non le resta molto altro da fare: «Mi ritiro dalla scuola».
MINACCE E INSULTI
Le prime vessazioni sono iniziate lo scorso marzo. Co­me quasi sempre avviene in questi casi, non c’è un moti­vo preciso per cui le “bulle”, capeggiate da una ragazzina di 17 anni, hanno deciso di prendere di mira la 13en­ne.
«Sempre più spesso queste ragazze - fa mettere a verbale la mamma della giovane vit­tima - si avvicinavano a mia figlia e la provocavano accu­sandola di aver parlato male di loro ad altre compagne di scuola. Cosa che, puntual­mente, si rivelava falsa».
Un pretesto, in poche paro­le, per insultarla e minac­ciarla. «Il risultato di questo “ terrorismo psicologico” - spiega ancora la madre da­vanti alla polizia - è che mia figlia non voleva più andare a scuola, e si è assentata per quasi due mesi, rischiando pure la bocciatura».
Preoccupata per questa si­tuazione, la mamma della ragazzina aveva iniziato ad andarla a prendere a scuola, per assicurarsi che stesse bene, e ave­va chiesto aiuto ai pro­fessori e ai v e r t i c i d e l l’i s t i tu t o scolastico.
Ma nei mesi questa situa­zione di di­sagio era an­data avanti in silenzio.
L’AGGRESSIONE
Dopo le vacanze di Natale, si era fatta più grave. «Per cercare di farle ragionare ­spiega la mamma di Rita ­avevo persino invitato a ca­sa queste ragazzine, ma non è servito a nulla».
Martedì scorso, poi, la vi­cenda è sfuggita al control­lo.
R i t a , a l l ’ u s c i t a dalla scuola, ha trovato ancora una v o l t a i l gruppo di “ b ul l e ”, ca­p e g g i a t e dalla sorella più grande di una sua compagna di classe.
«Mi hanno detto che hai of­feso mia sorella. E adesso te la faccio pagare», ha esordi­to la 17enne.
A nulla sono valsi i tentativi di chiarimento da parte del­la 13enne. Anzi. E’ stata get­tata a terra, presa a schiaffi, a pugni e a calci dal gruppo di ragazzine inferocite.
«Appena mi sono accorta d i q u e l l o che stava ac­cadendo ­ racconta la mamma del­la vittima, che si trova­va lì a pochi passi - sono int erven uta per salvare mia figlia e ho chiamato i soccorsi».
E’ stata la polizia, dunque, a sedare gli animi. Rita è stata portata in ospedale con frat­ture varie ed escoriazioni. Mentre la madre ha sporto denuncia al commissariato di polizia di Quarto Oggia­ro, guidato dal dirigente An­gelo De Simone, che ora si occupa del­le indagini.
«Non pensa­vo che sa­remmo arri­vate a que­sto punto - si sfoga la don­na - e ora non mi resta altro da fare che ritirare mia figlia dalla scuola e farla studiare da privatista. Per noi questa è una sconfitta. Ma non si può tacere davanti a certe cose».

link alla notizia
http://milano.cronacaqui.it/news-botte-e-insulti-dalle-compagne---i-genitori-la-ritirano-da-scuola_33090.html


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