18 febbraio 2010

Alabama - Un uomo di Tuscaloosa è stato rilasciato dopo aver trascorso 2 mesi in carcere, accusato di una violenza sessuale mai commessa.
Michael Eulenstein era stato accusato di stupro da una donna che, come al solito, è rimasta anonima. Per questo motivo è stato posto in custodia cautelare in attesa che venissero resi noti i risultati del DNA. Risultati che l'hanno scagionato due mesi dopo: solo a quel punto la presunta vittima ha ammesso di aver mentito. Per la donna si profila così l'accusa di aver fornito false dichiarazioni. Tuttavia, sia noi che lei, sappiamo benissimo quali saranno le conseguenze di un simile gesto: nessuna. Proprio per questo le false accuse di violenza sessuale sono così frequenti: chi le deposita sa che non rischia niente, neanche una multa.
Eulenstein ha dichiarato che la sua vita, dopo questa disavventura, non è più come prima: fatica a trovare un nuovo lavoro con cui rimpiazzare il precedente, che intanto aveva perso come conseguenza della detenzione, perché, come da lui stesso osservato, è diventato vittima dell'insanabile pregiudizio secondo cui chi viene accusato di stupro è un potenziale violentatore. Tutto questo è dovuto al fatto che nella mente delle persone, dell'uomo che è rimasto coinvolto in una vicenda diffamante come quella di una violenza sessuale, rimane stampata l'immagine che i giornali ne forniscono al momento in cui quell'uomo viene arrestato. Poco importa se successivamente si scopre che l'accusa era fasulla: infatti, mentre la notizia dell'arresto suscita sempre un gran clamore mediatico, quella dello scagionamento passa puntualmente in sordina. Ecco come la vita di una persona innocente può essere rovinata per sempre.
A questo contribuiscono in maniera essenziale i media, che pubblicano nome e spesso anche la foto del presunto violentatore.

link alla notizia
http://www.cbs42.com/content/localnews/story/Innocent-Man-Spends-2-Months-In-Jail/huboCQeuMkShOuKL-2vJ-w.cspx


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