29 gennaio 2010

Al momento del blitz sono scappati a nascondersi. Hanno spostato in fretta e furia la lavatrice e sono passati attraverso quel varco sul muro. Così gli era stato detto di fare nel caso in cui si fosse presentata la polizia.
Gli uomini della Squadra Mobile, però, hanno capito dove si erano andati a nascondere. Solo con insistenza gli investigatori e gli agenti della Polizia Locale di Casier sono riusciti a farli uscire dal nascondiglio: gli operai erano costretti a passare attraverso il muro come dei topi.
In manette per aver impiegato connazionali clandestini è finita una cinese di 44 anni, Hu Yunda, titolare del laboratorio tessile “Confezioni Xinda”, in via Industrie a Dosson di Casier. La donna aveva dotato il fabbricato di un sistema di videosorveglianza per tenere sotto controllo la situazione e far nascondere in fretta i suoi lavoratori.
Quattro di questi erano clandestini. Quando la polizia ha fatto irruzione, complessivamente nella ditta si trovavano 18 persone. Hanno fatto le prime verifiche sui presenti, quindi hanno fatto la scoperta del buco dietro la lavoratrice. Tutti sono stati accompagnati in Questura per accertarne l’identità e la posizione lavorativa.
Gli agenti si sono trovati di fronte ad un laboratorio lager: oltre al foro nella parete, hanno scoperto dei giacigli e degli spazi per cucinare e mangiare ricavati in mezzo agli scatoloni, in condizioni di estrema precarietà sotto il profilo igienico sanitario.
I lavoratori, secondo quanto appurato, erano costretti a turni di lavoro massacranti per una paga misera. Al laboratorio sono stati posti i sigilli. Un caso per certi versi simile a quello della cinese/schiava trovata dai carabinieri un mese fa a Preganziol (leggi l’articolo >>).
Si è riusciti a far venire alla luce la situazione grazie alla collaborazione di un cinese, cosa molto rara nell’ambiente. Probabilmente ora si arriverà ad altri laboratori simili.
Fonte: http://www.oggitreviso.it/operai-cinesi-nascosti-dentro-al-buco-sul-muro-21990


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