27 luglio 2010

16 gennaio 2010 - Fingevano di essere dipendenti della Asl, tecnici comunali, medici o donne in cerca di aiuto. In realtà erano abili e scaltre truffatrici che, negli ulimi mesi, hanno «ripulito» le case di diverse persone anziane di Campobasso. Un sodalizio tutto al femminile che però, dopo attente indagini, è stato individuato e «bloccato» dai carabinieri del Nucleo Operaivo e Radiomobile di Campobasso.
In cella, nel carcere di Chieti, Loreta Guarnieri, la donna a capo della banda. Sono invece state denunciate G.S., N.S., L.S., A.S. ed E.S., tutte di etnia rom domiciliate a Pescara (hanno un'età compresa tra i 30 e i 40 anni).
I dettagli dell'operazione sono stati illustrati ieri in una conferenza stampa dal Colonello Ferdinando Lombardi. Le indagini sono andate avanti per diversi mesi. I carabinieri, attraverso filmati, pedinamenti e raccolta di testimonianze hanno ricostruito il modo di operare della banda rosa.
Le donne, in autogrill o in strade isolate, si toglievano i vestiti tipici delle rom e indossavano tailleur e altri abiti eleganti per trarre in inganno le vittime. Fingevano di essere, come detto, medici o funzionari e si facevano aprire le porte dalle persone anziane. Truffarle diventava poi un «giochetto da ragazze» (spesso, per la cronaca, entravano negli androni dei palazzi e fingevano anche di essere gravide e simulavano un malore per farsi aprire la porte e poi mettere a segno i colpi).
Il loro raggio d'azione era piutosto ampio, poichè «operavano» da Pescara fino a Bari. A Campobasso hanno colpito sicuramente in otto occasioni (su 26 episodi verificatisi negli ultimi mesi). L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Teresina Pepe su richiesta del pm Rossana Venditti.
Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com/molise/cronaca_locale/molise/2010/01/16/1115393-sgominata_banda_rosa_truffava_anziani.shtml

27 luglio 2010 - Si sono conclusi ieri gli interrogatori di garanzia dei quattro arrestati dai carabinieri. Davanti al gip Marina Tommolini sono comparse le due rom Sabina Guarnieri, 38 anni, di Bellante, e Silvia Lamolinara, 37enne, di Mosciano. Entrambe sono accusate di aver messo a segno cinque furti ai danni di altrettanti anziani. Va precisato che in nessuno di questi casi le due donne hanno fatto ammiccamenti sessuali alle vittime dei furti. Nel corso dell'interrogatorio la Guarnieri (assistita dall'avvocato Paola Pedicone) ha ammesso i furti, mentre Lamolinara (assistita dall'avvocato Luca Pellegrini del foro di Pescara) ha fatto parziali ammissione. Le due donne sono agli arresti domiciliari.
Secondo la versione fornita dai carabinieri le due donne si spacciavano per assistenti sociali ed impiegati di enti pubblici per distrarre le vittime dei furti, soprattutti anziani, raggiunti nelle proprie abitazioni.
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