TORINO 28/10/2009 - In cella per cinque mesi, prigionieri dell’accusa infamante di sequestro di persona a scopo di estorsione. Poi il ritorno in libertà, dopo la conferma che la loro presunta vittima - una giovane connazionale - aveva finto il rapimento per sfuggire alle minacce del violento padre-padrone. Il fascicolo giudiziario relativo al sequestro di persona venne quindi archiviato, ma per i romeni Marius Vicol, 26 anni, e Jonel Rusu, di 27, l’incubo non è ancora finito. Sono stati infatti rinviati a giudizio dal gup Claudio Ferrero con l’accusa di estorsione. Proprio quell’estorsione che avrebbero tentato durante il falso sequestro di persona. «Ma se quel sequestro fu una bufala - è il commento dell’avvocato Walter Campini, difensore di Marius Vicol - come si fa adesso a sostenere che ci fu estorsione?». È una storia, questa, che non ha alcun senso logico.
La presunta vittima aveva raccontato alla polizia di essere stata sequestrata da Rusu e Vicol la sera dell’8 novembre del 2003. I due ragazzi avrebbero conosciuto la connazionale in un locale frequentato da romeni, poi l’avrebbero convinta a seguirli nella loro abitazione, un appartamento al terzo piano in via Cherasco 6. Le avrebbero chiesto di trascorrere la notte con loro, quindi l’avrebbero rinchiusa in casa per due giorni e tempestato di telefonate il padre della ragazza per chiedere un riscatto di mille euro. L’uomo si sarebbe tuttavia rivolto alla polizia e gli agenti gli avrebbero consigliato di fissare un appuntamento con i sequestratori della figlia. Rusu e Vicol erano così finiti in manette con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione, nonostante i due ragazzi avessero in più di una occasione dichiarato che era stata la connazionale a chiedere ospitalità per sfuggire alle minacce del padre.
Ma dopo cinque mesi di ingiusta detenzione, la verità era infine venuta a galla. Non c’era stato alcun rapimento, la ragazza aveva inventato il falso sequestro per restare lontana dal padre. Ma nonostante questo, Rusu e Vicol dovranno adesso affrontare un processo per estorsione. «Se non c’è stato alcun sequestro di persona - spiega l’avvocato Campini -, non può esserci stata, allora, nessuna estorsione. I due reati stanno e cadono insieme». Rusu e Vicol, tuttavia, dovranno presentarsi in aula il prossimo 4 marzo davanti ai giudici della terza sezione penale.
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www.cronacaqui.it/news-processati-per-unestorsione-mai-commessa-la-vittima-aveva-inventato-il-rapimento_28037.html
28 ottobre 2009
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