16 ottobre 2009


Il gip: caso archiviato, non è stalking

niccolo' zancan

torino

Si volevano male. Ma questa volta lo stalking non c’entra. Lui, 44 anni, amministratore delegato del Millionaire Club di piazza Cln. Lei, 28 anni, Miss Piemonte 2006. Si erano conosciuti in discoteca, si erano fidanzati e lasciati male. Dopo mesi in guerra dichiarata, con denunce, avvocati, controdenunce, carabinieri e polizia, ecco un decreto di archiviazione delle indagini che fa scuola.

Scrive il gip Alessandra Bassi: «Dalle indagini svolte emerge che il rapporto sentimentale fra Candeloro e la Signorile era caratterizzato da un’estrema conflittualità reciproca, che sfociava frequentemente in litigi, provocazioni, mutue offese ed aggressioni fisiche (in particolare risulta che la Signorile in un’occasione tirava uno schiaffo a Candeloro in un locale di Alassio e in un’altra lanciava un portacenere sul piede dell’indagato) il che smentisce il quadro di vessazioni e violenze unilaterali denunciato da quest’ultima». Era una guerra fra ex fidanzati, casomai: tutti vittime, tutti carnefici. Pari nel disastro.

Dopo centinaia di arresti in cui il nuovo reato di stalking è stato decisivo per bloccare violenze drammatiche e vere persecuzioni, ecco il primo caso in cui sembra stato usato come arma per offendere. «La signorina Signorile aveva giurato che me l’avrebbe fatta pagare - spiega Giovanni Candeloro - avermi denunciato si spiega solo così. Io sono sempre stato una persona tranquilla. Forse voleva lucrare sulla fine della nostra storia».

Daniela Signorile si era dichiarata vittima anche di un sequestro di persona. Episodio su cui il gip scrive: «Vi è da dubitare in ordine alla veridicità del denunciato sequestro... Al momento in cui un testimone interveniva insieme alla polizia presso l’alloggio di Candeloro, la Signorile non intendeva uscire dall’abitazione pretendendo che fosse personalmente Candeloro a recarsi sul posto». Un sequestro senza il sequestratore. E ancora: «Non risulta alcuna annotazione della P.G. che gli operanti avrebbero certamente redatto, allorché la Signorile avesse riferito o comunque adottato comportamenti dimostrativi di essere stata vittima di un così grave delitto».

Gli sms con gli insulti erano partiti da entrambi i telefoni. L’esasperazione era condivisa. Ma è stata lei la prima a sporgere denuncia. «Vi sono i presupposti per dubitare dell’attendibilità di Signorile Daniela». Quasi un gioco al massacro. Stalking farlocco. «La situazione di fatto che emerge è ben lungi dall’integrare le minacce e le molestie tali da infliggere alla vittima un grave disagio psichico e giustificato timore per la propria sicurezza personale... Eloquente dimostrazione dell’assenza dei presupposti del reato si trae dalla circostanza che la stessa Signorile avvisava Candeloro del fatto che si stava recando dai carabinieri a rendere dichiarazioni sul suo conto, con ciò palesando di non essere in alcun modo intimidita dall’indagato». Archiviazione. Per Giovanni Candeloro la fine di un incubo.

linkalla notizia:

www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/74141/


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