15 ottobre 2009

Aggredisce per due anni la sua rivale in amore e finisce nel mirino della procura della Repubblica che le applica il reato stalking.
Protagonista è una donna di 40 anni, A.G., alla quale la Guardia di Finanza ha notificato un provvedimento cautelare con il quale le è stato intimato di non avvicinarsi (la distanza minima stabilita dal giudice è di 50 metri) alle persone che avrebbe vessato, una donna di 45 anni ed i suoi figli minori di 8 e 12 anni, tutti lametini.
Le ragioni che hanno determinato l'applicazione previste dallo stalking sono state le reiterate gravi minacce, molestie, ingiurie ed i frequenti pedinamenti compiuti dall'indagata nei confronti delle sue vittime. Tutte queste azioni di disturbo sarebbero proseguite per oltre due anni, ingenerando nelle vittime stati d'ansia ed il fondato timore per la loro incolumità, tanto da indurle a stravolgere le proprie abitudini di vita.
Il provvedimento è stato emesso, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Domenico Galletta che ha coordinato le indagini, dal giudice delle indagini preliminari Carlo Fontanazza, che ha accolto la richiesta dell'accusa sulla base di una dettagliata relazione di servizio redatta dagli uomini della Guardia di finanza. Le "fiamme gialle" in due anni hanno raccolto elementi, prove e documenti a carico della donna, A.G., che in diverse occasioni ha aggredito la rivale in amore anche in luoghi pubblici, come è accaduto lo scorso 19 febbraio quando si recò in ospedale per ricoverare la figlia.
Nel mese di ottobre dello scorso anno la donna aggredita fu vittima di un'altra incursione maturata sempre nella zona dell'ospedale. In particolare, in quella occasione la persecutrice le distrusse l'auto che era in sosta all'interno del parcheggio custodito dell'ospedale civile in contrada Ferrantazzo.
Una serie di aggressioni che sono proseguite nel tempo e che sono state ricostruite con dovizia di particolari dagli uomini del gruppo della Guardia di Finanza lametina, comandata dal tenente colonnello Pallaria, anche attraverso la raccolta di prove testimoniali e di altre investigazioni, che comproverebbero la testardaggine della A.G. nel comportamento persecutorio.
Elementi che sono stati sottoposti alla valutazione del sostituto procuratore che ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l'emissione della misura della diffida, introdotta di recente nel codice penale come provvedimento restrittivo connesso proprio al reato previsto come "stalking" e finalizzata ad impedire ulteriori azioni delittuose da parte dell'indagato ma, soprattutto, che queste si trasformino in fatti ancor più gravi.
link alla notizia:
www.lameziaweb.biz/new.asp?id=10368


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