15 ottobre 2009

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Non è raro assistere nelle aule dei tribunali a processi relativi a maltrattamenti che si verificano nell’ambito familiare. Solitamente in questi casi sono le donne ad essere vittime della violenza dei mariti o fratelli. Nel caso discusso questa mattina in tribunale a Cune era invece il marito ad essere stato vittima degli eccessi di ira della consorte che si è ritrovata imputata di lesioni e minacce proprio in seguito alla querela sporta dal consorte. I fatti risalgono al novembre del 2007 quando, nel corso dell’ennesima lite fra i due, la donna, G.A. le sue iniziali, spaccò una bottiglia sulla testa dell’uomo, M.B., un signore di origine marocchina, che si è costituito parte civile al processo. La situazione si calmò con l’intervento degli agenti della Polizia che consigliarono l’uomo di andare al pronto Soccorso per farsi medicare. Quando M.B. fece ritorno a casa notò che i tre figli, rispettivamente di tredici, nove e cinque anni, si trovavano da soli perché la moglie nel frattempo era uscita. Quando quella fece ritorno a casa si accese una nuova lite e a quel punto G.A. scagliò uno sgabello in direzione del marito e lo minacciò con un coltello. La Polizia intervenne nuovamente per raccogliere la denuncia di M.B. e per calmare gli animi. Fu proprio il figlio più piccolo a consegnare agli agenti il coltello con cui la donna avrebbe minacciato il marito. Questi due episodi sono soltanto l’apice di una serie di litigi che avevano costellato la vita coniugale dei due che già altre volte si erano separati per poi tornare insieme. Di particolare c’è il fatto che di fronte all’aggressione da parte di G.A. il marito non ha mai reagito con violenza e infatti, da quanto emerso dalle testimonianze degli agenti, solo lui aveva dei graffi sul viso. Al termine dell’udienza di questa mattina la donna è stata condannata a tre mesi di reclusione e al pagamento di 3.400 euro di multa più le spese per la costituzione di parte civile: l’uomo ha infatti chiesto un risarcimento, ma di 1 euro soltanto, una cifra simbolica forse in vista dell’ennesima riappacificazione.

Camilla Pallavicino


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