29 ottobre 2009

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Monterosso Grana - Casi della vita, strani, ma che ultimamente si ripetono. Dopo la donna cuneese che picchiava il marito marocchino la cui storia è finita davanti al giudice, ora il secondo capitolo si apre a Monterosso Grana. Lei, folle di rabbia e rancore, va a casa dell'ex fidanzato per appiccare un incendio e malmenarlo. La protagonista è un'infermiera 34enne esperta di arti marziali, G.M, già nota, per la verità, alle forze dell'ordine. Ora dovrà rispondere di tentato omicidio e incendio. Il malcapitato è un 32enne, A.F., messo comunale a Castelmagno, l'ex di turno, contro il quale si è scagliata la violenza femminile.
Tutto è successo di notte, verso le 2.30, in una zona isolata di Monterosso Grana. Il 32enne stava dormendo. In piena notte è stato svegliato dal rumore violento della portiera di una vettura sbattuta. Uscito in strada per controllare cose stesse accadendo, si è trovato di fronte ad una figura con addosso passamontagna, guanti in lattice e ai piedi i copri calzari blu usati nelle sale operatorie. Facili da reperire per un'infermiera. L'uomo, vedendo la vettura della sua ex poco distante, una Fiat, ha subito capito di chi si trattava e ha chiamato immediatamente i Carabinieri, con il cellulare che aveva preso con sè.
La donna, senza prestare attenzione al suo ex, si è diretta verso il giardino dell'abitazione, è entrata e, approfittando anche di alcuni infissi della casa aperti per dei lavori di ristrutturazione, ha rovesciato all'interno 5 litri di liquido infiammabile, lasciando poi la scia anche all'esterno. Come evidenzia il tenente De Angelis della Compagnia Carabinieri di Cuneo, "quanto bastava per dar fuoco a tutta la casa". Nel frattempo, il giovane si è avvicinato alla vettura di lei e ha tolto le chiavi dalla macchina, in modo da impedirle di fuggire. Cosa che non era assolutamente nelle sue intenzioni, dato che la donna gli si è avvicinata e ha iniziato a picchiarlo con estrema violenza, immobilizzandolo con delle tecniche apprese dalle arti marziali. Il padre del 32enne, uscito di casa terrorizzato da quanto stava accadendo, ha provato a fare qualcosa ma il figlio gli ha gridato di allontanarsi, perché altrimenti la sua ex avrebbe ucciso anche lui.
Fortunatamente, però, sono arrivati i Carabinieri, provenienti dalle stazioni di Dronero, San Damiano Macra e Pradleves. Gli uomini dell'Arma hanno trovato la donna seduta sulla pancia del suo ex: con due dita gli schiacciava il pomo d'adamo, per impedirgli di respirare e con l'altra mano lo picchiava come un'autentica furia. Alla vista dei carabinieri, la donna ha provato immediatamente a passare dalla parte della vittima: difficile, però, essere credibile. Lei non aveva un graffio e lui perdeva sangue dal naso e aveva già parecchie ecchimosi. Inoltre, è bastato poco ai carabinieri per rinvenire le taniche del liquido infiammabile, i guanti e tutto il resto.
L'infermiera è stata arrestata e si trova ora presso il carcere di Torino. A suo carico delle accuse pesantissime, cui seguirà un processo che potrebbe mandarla in galera per molti anni. Per lui, cure ospedaliere, cinque giorni di prognosi e un'esperienza orribile che lo segnerà per sempre. Di sicuro, una storia d'amore finita davvero male.

Barbara Simonelli


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