25 settembre 2009

Due italiane hanno aggredito una donna africana di fronte ai bambini che uscivano da scuola. Il motivo scatenante, forse un'automobile parcheggiata fuori posto. In base al racconto della vittima (originaria della R. D. del Congo) si potrebbe trattare di un brutto episodio di razzismo. La donna di cui per ovvie ragioni non riveliamo il nome, vive e lavora a Udine da 15 anni. Come ogni giorno, mercoledì scorso, si sarebbe recata alle 16.30 presso la scuola elementare Lea d'Orlandi di Udine frequentata dalla propria bambina.

Si era creato il solito via vai di genitori davanti all'istituto e tutti avevano parcheggiato dove c'era posto. «Avevo posteggiato bene la mia auto - ha raccontato la donna - e c'era spazio a sufficienza per fare passare auto e pedoni. Ho preso mia figlia che è poi andata a casa con la madre di una amichetta. Mi sono diretta verso la macchina, a quel punto una signora sui 50 anni si è avvicinata e indicando la mia vettura mi ha detto “il tuo cammello non potevi lasciarlo in Africa?”. Ho chiesto alla signora se la mia auto avesse bloccato il passaggio alla sua. Per tutta risposta mi ha detto che questo non è il mio paese e mi ha dato della prostituta e della sporca negra. Le ho detto che non poteva trattarmi in quel modo. Intanto è arrivata la figlia della donna, di circa 30 anni, che mi ha detto: “È meglio che entri in macchina o ti spacco la faccia” e poi mi ha spinta. Le ho risposto che se c'era qualche problema potevamo parlarne. La ragazza mi ha spinta di nuovo e poi mi ha anche sputato in faccia. Le ho detto che l'avrei denunciata: a quel punto mi ha presa per i capelli e ha cominciato a darmi pugni sulla schiena mentre la cinquantenne mi prendeva a schiaffi. Appena ho potuto ho chiamato i carabinieri chiedendo alle donne di aspettare il loro arrivo. Ma loro hanno tentato di scappare con l'auto. Per fermarle ho afferrato la ragazza per la maglia: lei si è girata e mi ha morso il braccio per farmi lasciare la presa. Si è sfilata la maglia per riuscire a scappare ma nel frattempo sono arrivati i carabinieri, che ci hanno detto di seguirli in caserma: io non potevo andare subito perchè dovevo recarmi a recuperare mio figlio in un'altra scuola. In caserma ci sono andata verso le diciotto dove i carabinieri mi hanno detto di aver già preso le generalità delle due donne ma che per sporgere denuncia dovevo rivolgermi ad un avvocato. Sono andata anche in pronto soccorso dove mi hanno dato 15 giorni di prognosi». Ma secondo il racconto questo non sarebbe tutto. Ieri la donna, tornata a prendere la figlia, avrebbe trovato fuori dal cancello della scuola quattro uomini. Uno la avrebbe minacciata: «Hai picchiato mia moglie se ti avvicini ti ammazzo». Nel frattempo una sua amica avrebbe chiamato la polizia: gli agenti si sarebbero limitati ad ammonire l'uomo, riservandosi di compiere successivi approfondimenti. Un episodio inquietante questa presunta aggressione sul quale si spera, carabinieri e polizia facciano luce.

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