26 settembre 2009

MARIA ANTONIETTA GEMELLARO PROTAGONISTA DELL’EPISODIO IL 15 APRILE DEL 2008

Rumore, lancia i vasi da fiori sui clienti del locale

Le voci degli avventori sotto casa le impedivano di riposare: avvocatessa condannata a 100 euro di multa

di MADDALENA REBECCA

Le voci e le risate dei giovani avventori del locale sotto casa, il caffè Rossini in Ponterosso, le impedivano di riposare. E così lei, per interromperle definitivamente, ha pensato bene di ricorrere a un metodo tanto spiccio quanto efficace: lanciare giù dalle finestre non uno, ma ben tre vasi da fiori, con tanto di terriccio al seguito.

Per questo colpo di testa Maria Antonietta Gemellaro, di professione avvocato, è stata condannata ieri dal giudice Francesco Antoni al pagamento di un’ammenda quasi simbolica: 100 euro. La donna, assistita da Andrea Zuliani del foro di Udine, è stata invece assolta dall’altra accusa che le era stata mossa: lesioni. Nel suo gesto non è stata infatti ravvisata la volontà di procurare ferite al gruppetto di clienti del bar.

I fatti risalgono al 15 aprile dello scorso anno. Quella sera il caffè Rossini ospitava una festa di laurea, animata da decine di ragazzi. Attorno alla mezzanotte alcuni di loro, per fumare una sigaretta e scambiare quattro chiacchiere, si erano trasferiti all’esterno del locale, sedendosi a uno dei tavolini posizionati proprio sotto le finestre dell’appartamento al secondo piano in cui vive Maria Antonietta Gemellaro. A un tratto, secondo quanto riferito ieri in aula dai figli del titolare del bar, Davide e Cristian Colasuonno, l’attenzione del gruppetto di giovani era stata attirata da una singolare ”pioggia” di oggetti: un primo vaso di circa 15 centimetri di diametro, poi un secondo e infine un terzo ”atterrato” a poco meno di mezzo metro di distanza dal corpo di uno dei giovani.

Capire da dove provenissero i contenitori ”volanti” non era stato difficile: era bastato alzare la testa verso il secondo piano per scorgere il volto della Gemellaro davanti al davanzale. La donna, peraltro, aveva ingaggiato da tempo una battaglia contro i frequentatori, a suo dire troppo sguaiati, del locale. Qualche mese prima, nel febbraio dello scorso anno per la precisione, aveva anche richiesto l’intervento della polizia municipale e sporto una denuncia per schiamazzi, conclusa però con l’archiviazione dal momento che i vigili, una volta sul posto, non avevano riscontrato rumori eccessivi.

Un copione che si è ripetuto identico la sera del 15 aprile. I poliziotti intervenuti in Ponterosso su richiesta dell’avvocatessa non hanno sentito schiamazzi, ma hanno preso atto della presenza dei tre vasi gettati dalla finestra, ”corpo del reato” da cui ha preso le mosse la denuncia sporta da Davide Colasuonno, assistito dal legale Isabella Passeri.

A nulla sono valsi ieri i tentativi dell’imputata di far valere le sue ragioni in aula. Per rendere l’idea della gravità della situazione che in quell’occasione era stata costretta a subire, la donna ha parlato di ”voci e risate sgangherate iniziate fin dalle 20, chiaramente udibili anche a finestre chiuse”. Troppo poco però, secondo il giudice Antoni, per parlare di schiamazzi e giustificare quindi il lancio di oggetti. «Francamente – ha commentato Francesco Antoni prima di leggere il dispositivo della sentenza – mi preoccupa che lei si lamenti di qualche risata avvertita in strada alle 8 di sera».

link alla notizia:

www.ilgiornaledelfriuli.net/2009/09/26/avvocatessa-triestina-si-fa-ragione-da-se-lanciando-vasi-di-fiori-e-finisce-condannata-il-caso-di-maria-antonietta-gemellaro/


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