5 settembre 2009 - Bimba annegata, arrestata la madre, Oderzo (Treviso)- Era figlia di separati,la bambina era affidata al padre.
Per la procura si tratta di omicidio - Svolta nel dramma di Oderzo: Simone Moreira, mamma della piccola Giuliana Favaro, accusata di aver ucciso - La ricostruzione dei fatti non ha convinto il pm Miggiani
Simone Moreira, la mamma della piccola Giuliana Favaro, la bambina di due anni e mezzo annegata mercoledì notte nel Monticano (Oderzo), è stata arrestata su mandato del pubblico ministero di Treviso Antonio Miggiani. L'accusa, per la donna d'origini brasiliane, è omicidio aggravato dalla relazione di parentela con la vittima. La svolta dopo l'interrogatorio di venerdì. La donna era stata sentita, inizialmente come persona informata sui fatti contenuti nel fascicolo della procura. In corso d'opera la svolta: Moreira indagata per omicidio colposo e omissione di controllo.
Giunta a palazzo di giustizia con l’avvocato Alvise Tommaseo Ponzetta, che già l'aveva assistita nella causa per l’affidamento della bambina, di fronte al pm la donna aveva ripercorso fra le lacrime i fatali momenti di mercoledì sera, quando una tranquilla passeggiata per un gelato era precipitata nel più cupo dei drammi umani. La giovane brasiliana aveva ripetuto il racconto raccolto dai carabinieri a ridosso della scomparsa e prima che fosse comunicato a Moreira stessa della morte in ospedale della piccola. «Non ha parlato molto, perché stava malissimo - le parole dell'avvocato Ponzetta -. In questi giorni non ha praticamente parlato neanche con me, non ne ha la forza, è completamente distrutta dal dolore». Tutto sarebbe nato da una breve distrazione, secondo la madre ora accusata di omicidio. «È stata una questione di pochi secondi - le parole al pm - il tempo di girarmi verso l'auto, prendere la borsa e controllare le chiamate sul cellulare. Subito mi sono girata e Giuliana non c’era già più. Intorno era buoi, non ho visto più nulla».
La ricostruzione non aveva convinto. In piazza Rizzo, per l'Enel, di luce ce n'era eccome, salvo verifiche che dimostrassero il contrario. E in serata, venerdì, il procuratore capo di Treviso, Antonio Fojadelli, aveva detto: «Stiamo facendo tutte le verifiche necessarie, per togliere tutte le riserve. Ci sono perplessità sulla dinamica e sulla personalità della mamma. Non si esclude alcuna ipotesi». Neppure la peggiore, appunto questa.
link alla notizia
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/5-settembre-2009/bimba-annegata-arresta-madre-la-procura-si-tratta-omicidio-1601737355338.shtml
Per la procura si tratta di omicidio - Svolta nel dramma di Oderzo: Simone Moreira, mamma della piccola Giuliana Favaro, accusata di aver ucciso - La ricostruzione dei fatti non ha convinto il pm Miggiani
Simone Moreira, la mamma della piccola Giuliana Favaro, la bambina di due anni e mezzo annegata mercoledì notte nel Monticano (Oderzo), è stata arrestata su mandato del pubblico ministero di Treviso Antonio Miggiani. L'accusa, per la donna d'origini brasiliane, è omicidio aggravato dalla relazione di parentela con la vittima. La svolta dopo l'interrogatorio di venerdì. La donna era stata sentita, inizialmente come persona informata sui fatti contenuti nel fascicolo della procura. In corso d'opera la svolta: Moreira indagata per omicidio colposo e omissione di controllo.
Giunta a palazzo di giustizia con l’avvocato Alvise Tommaseo Ponzetta, che già l'aveva assistita nella causa per l’affidamento della bambina, di fronte al pm la donna aveva ripercorso fra le lacrime i fatali momenti di mercoledì sera, quando una tranquilla passeggiata per un gelato era precipitata nel più cupo dei drammi umani. La giovane brasiliana aveva ripetuto il racconto raccolto dai carabinieri a ridosso della scomparsa e prima che fosse comunicato a Moreira stessa della morte in ospedale della piccola. «Non ha parlato molto, perché stava malissimo - le parole dell'avvocato Ponzetta -. In questi giorni non ha praticamente parlato neanche con me, non ne ha la forza, è completamente distrutta dal dolore». Tutto sarebbe nato da una breve distrazione, secondo la madre ora accusata di omicidio. «È stata una questione di pochi secondi - le parole al pm - il tempo di girarmi verso l'auto, prendere la borsa e controllare le chiamate sul cellulare. Subito mi sono girata e Giuliana non c’era già più. Intorno era buoi, non ho visto più nulla».
La ricostruzione non aveva convinto. In piazza Rizzo, per l'Enel, di luce ce n'era eccome, salvo verifiche che dimostrassero il contrario. E in serata, venerdì, il procuratore capo di Treviso, Antonio Fojadelli, aveva detto: «Stiamo facendo tutte le verifiche necessarie, per togliere tutte le riserve. Ci sono perplessità sulla dinamica e sulla personalità della mamma. Non si esclude alcuna ipotesi». Neppure la peggiore, appunto questa.
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http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/5-settembre-2009/bimba-annegata-arresta-madre-la-procura-si-tratta-omicidio-1601737355338.shtml
21 dicembre 2011 - Simone Moreira condannata a 10 anni di reclusione per abbandono di minore aggravato dalla conseguenza della morte della piccola Giuliana Favaro. Non accolta la richiesta dell’accusa che aveva chiesto per la 24enne brasiliana la condanna all’ergastolo per omicidio volontario aggravato. Respinta anche la richiesta degli avvocati della difesa che, in subordine all’assoluzione, avevano chiesto una condanna a 2 anni per omicidio colposo.
“Mi aspettavo una pena più pesante – ha commentato Michele Favaro, il papà di Giuliana -. Questa sentenza non rende giustizia a mia figlia”.
Dopo tre ore di camera di consiglio, alle 23.22 di ieri sera, i giurati togati e popolari della Corte d’Assise di Treviso hanno formulato la sentenza di condanna nei confronti di Simone Moreira, la 24enne brasiliana accusata di aver ucciso la figlia gettandola nelle acque del Monticano.
La corte non ha accolto le richieste di accusa e difesa ed ha scelto di derubricare il reato di omicidio volontario aggravato del quale era imputata la 24enne, in quello di abbandono di minore sancito dall’articolo 521 del codice penale. La pena prevista in questi casi è di 5 anni, aggravata fino ad 8 anni se l’abbandono provoca la morte del minore e ulteriormente aumentata nel caso in cui sia operato dal genitore. I giudici hanno inflitto a Simone la pena massima prevista di 10 anni, condannandola anche al risarcimento danni nei confronti del padre della piccola 75 mila euro e della nonna, 25 mila euro, oltre al pagamento delle spese processuali.
“Giustizia per mia figlia? E’ difficile dire ora se sia stata fatta, ma credo di no – ha commentato a caldo e con la voce rotta dal pianto Michele Favaro -. Credo che dieci anni siano troppo pochi. Mi spiace molto, ero convinto che ci sarebbe stata una pena molto più pesante”.
Una condanna che non soddisfa neppure gli avvocati di parte civile Luigi Fadalti e Antonia Boccato: “Siamo solo parzialmente soddisfatti, perché continuiamo ad essere convinti che la signora Moreira sia un'assassina”.










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