12 agosto 2009

Denunciate per favoreggiamento e resistenza a pubblico ufficiale le due figlie di Michele Daddiego, l'evaso barese di 67 anni, fuggito dal carcere di Porto Azzurro martedì 4 agosto, approfittando di un permesso premio, e arrestato ieri a Torino. I carabinieri di Portoferraio hanno agito in collaborazione con i colleghi piemontesi. Le due donne erano in compagnia del padre e quando hanno visto arrivare i carabinieri hanno provato a bloccarli per favorire la fuga dell' uomo.
Daddiego si stava preparando, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, a compiere una nuova azione criminosa non meglio precisata e con la complicità delle figlie. Le due donne, poco piu' che trentenni e residenti ad Asti, al momento dell'arresto del padre stavano portando del denaro contante al familiare per permettergli di proseguire la latitanza. Il criminale per sfuggire all'arresto aveva anche estratto dal suo zainetto una pistola calibro 22 ma è stato bloccato dai militari prima che potesse usarla. In un sachretto contenuto nello zaino il malavitoso aveva altri 50 proiettili per ricaricare l'arma in caso di necessità, due caricatori pieni e 2000 euro. La pistola e i proiettili sono risultati rubati nei mesi scorsi a Cuneo, ma non e' chiaro da chi.
Conosciuto come detenuto modello, Daddiego in carcere era preciso e ligio alle regole e anche il Tribunale di Sorveglianza aveva su di lui solo note positive, al punto da concedergli ripetutamente permessi per uscire dal penitenziario elbano. Permessi che negli ultimi quattro anni gli hanno consentito di lavorare fuori dal carcere. Ma secondo gli inquirenti, Daddiego, recluso per avere ucciso la moglie e con precedenti penali per possesso di armi, furti e rapine, aveva pianificato la sua fuga da tempo.
L'uomo ha raggiunto subito il Piemonte grazie anche all'aiuto dei familiari che da tempo risiedono nella zona delle Langhe, ciò sembrerebbe essere confermato dalle indagini successive alla sua fuga.
link alla notizia:lanazione.ilsole24ore.com/livorno/2009/08/12/217993-tentano_bloccare_carabinieri.shtml


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