21 luglio 2009

TORINO 21/07/2009 - Come fare a trascorrere un bel sabato sera senza avere un soldo in tasca? Adescando e rapinando giovani. Questa la “soluzione” ideata da tre giovani, una ragazza e due ragazzi, che sono stati individuati e denunciati dai carabinieri di Chieri.

Uno stratagemma che ha funzionato fino a quando la ragazza non ha parlato un po’ troppo, fornendo alla propria vittima - e quindi alle forze dell’ordine - elementi sufficienti a incastrarli. I carabinieri sospettano che possano esserci molte vittime ma per ora l’unico episodio accertato risale a sabato 12 luglio. Paola (tutti i nomi di questa vicenda sono di fantasia) ha solo 17 anni ma è già una di quelle ragazze che ti fanno voltare per la strada: alta, capelli castani a caschetto, occhi scuri. A Roberto, impiegato di 24 anni, non sembra vero quando lei, in piazza Vittorio, lo avvicina con una scusa e attacca bottone. E ovviamente coglie la palla al balzo: un invito a bere qualcosa, nel cuore della “movida” torinese, non può mancare. I due siedono al tavolino di uno dei tanti locali della zona e, qualche minuto dopo, arrivano gli altri due protagonisti di questa storia: entrambi appena maggiorenni, si presentano come i fratelli di Paola. Anche loro siedono al tavolo e anche loro si fanno offrire da bere. E così la prima parte della serata è rimediata.

Per il prosieguo i due ragazzi propongono di trasferirsi in collina: «Andiamo in discoteca - suggeriscono - ci sono degli amici che ci aspettano». Roberto ci casca e sale sulla loro macchina. È ormai sera inoltrata quando i quattro arrivano a Pecetto, in piazzale Camaldolesi. Qui i sogni del giovane impiegato sembrano avverarsi, quando Paola lo invita a seguirlo per stare un po’ da soli. I due si appartano in un luogo decisamente poco romantico, un wc chimico di quelli che si utilizzano solitamente nei cantieri. Trascorre qualche minuto quando lei comincia a urlare, fingendo una violenza che non c’è, per avvertire i due complici che è arrivato il momento. I diciottenni aprono la porta e all’urlo di «cosa stai facendo a nostra sorella?» estraggono un coltello con il quale minacciano Roberto, facendosi consegnare documenti, una carta prepagata, cellulare e il misero bottino di 5 euro, tutto quello che era rimasto in tasca all’impiegato dopo aver offerto da bere alla compagnia.

Ma Paola, durante la serata, ha fatto l’errore di rivelare due particolari di troppo: il proprio Comune di residenza e di essere registrata su un social network. I carabinieri effettuano una ricerca e trovano la sua foto e il suo nome su Badoo, un sito simile al più noto Facebook. A quel punto per le forze dell’ordine è facile risalire al suo indirizzo: in casa trovano la patente e la carta prepagata di Roberto, mentre il resto della refurtiva viene recuperato nelle abitazioni dei due “fratelli”, uno dei quali ammette di averlo fatto «solo perché avevamo bisogno di un po’ di soldi per divertirci». Per tutti e tre scatta, inevitabile, la denuncia per rapina aggravata. Ora i carabinieri cercheranno di capire se, prima di Roberto, altri ragazzi erano stati derubati con lo stesso trucco.
link alla notizia:
www.cronacaqui.it/news-lo-adesca-col-sesso-poi-urla-mi-stupra-e-i-soci-lo-rapinano--_25012.html


Nessun commento:

Posta un commento