(Adnkronos) - Sei mesi di reclusione sono stati inflitti dal Tribunale di Roma ad una cittadina danese, Christiana Bech Post, processata con una duplice accusa: d'aver fatto atti sessuali insieme con il nuovo compagno coinvolgendo la figlia di appena 5 anni, che aveva sottratto al legittimo marito portandola con se' in Danimarca; ed aver costretto, in altre occasioni, la bambina ad assistere alle sue effusioni con il nuovo compagno.
I giudici della quarta sezione del Tribunale hanno assolto la coppia per il primo reato, ma li hanno condannati per la seconda imputazione. Inoltre, per quanto riguarda la donna, hanno dichiarato la decadenza della patria potesta' sulla bambina, che oggi ha 12 anni.
Il processo trae origine da una vertenza cominciata dal giugno 2003 quando la Bech Post, con un pretesto, riusci' a portare la figlia in Danimarca, togliendola al padre. Da allora questi, che nel processo si e' costituito parte civile dal 2003, assistito dall'avvocato Antonio Cardamone, non ha piu' visto la figlia.
"Speriamo - ha spiegato l'avvocato Cardamone - che dopo la sentenza pronunciata oggi le autorita' danesi, alle quali abbiamo rivolto numerose istanze, consentano che almeno periodicamente la bambina, che oggi ha 12 anni, possa essere visitata dal padre".
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www.ilriformista.it/stories/adnkronos/76684/
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