3 luglio 2009

Se lo voleva togliere dai piedi il più in fretta possibile, per vivere "serenamente" la storia con il suo amante. Ma uno scrupolo di coscienza e una lettera di scuse al marito ha smascherato Michaela Lodge, 45 anni, che aveva denunciato il marito Martin per violenza sessuale nel novembre scorso. La donna ha ammesso la verità e ieri è stata condannata a quattro mesi di carcere. Il 26 novembre scorso Martin era stato arrestato in seguito alle accuse della moglie - che aveva una relazione con un altro uomo e voleva quindi «togliere di mezzo» il coniuge - e poi rilasciato sotto cauzione. La donna aveva poi testimoniato a danni del marito a gennaio, insistendo che lui l'aveva violentata, ma dicendo che non voleva che fosse perseguito penalmente. A febbraio però, la Lodge ha inviato al marito una lettera nella quale affermava: «Mi dispiace molto per quello che ti ho fatto. Ero, e sono tuttora, confusa. Non ce la faccio più ad andare avanti così, devo mettere le cose a posto. Quando siamo stati a letto insieme entrambi lo volevamo ed io ho mentito alla polizia dicendo che mi avevi violentata». Condannandola alla pena di quattro mesi, il giudice Rodger Hayward Smith del tribunale di Chelmsford, ha definito la bugia della donna «una perfida accusa premeditata allo scopo di accelerare l'uscita del marito dalla sua vita» e ha aggiunto: «Ogni falsa accusa di stupro peggiora lo stato delle donne che sono state davvero vittime di violenza, rendendo più difficili da provare le accuse vere, in quanto le giurie sanno che a volte ne vengono fatte di false».
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www.leggonline.it/articolo.php?id=22372


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