Da passeggere modello, apparentemente tranquille e innocue, a furie scatenate, decise a dare una lezione ai controllori che le avevano ”pizzicate” senza biglietto. È la trasformazione subìta da due donne di 48 e 25 anni, madre e figlia, denunciate per resistenza, interruzione di pubblico servizio e rifiuto di indicare le proprie generalità al termine di una sorta di incontro di boxe ingaggiato a bordo di un bus della linea 4.
Il movimentato episodio, avvenuto a metà mattinata, si è verificato qualche giorno fa a Opicina. Mamma e figlia, residenti nella frazione carsica, stavano rientrando a casa con l’autobus che collega piazza Oberdan a Villa Carsia. Poco prima di giungere a destinazione sono state avvicinate da due assistenti alla clientela che, ignari di quanto sarebbe successo di lì a poco, hanno formulato la consueta richiesta: «Prego, favorite il biglietto». Biglietto che però le due signore non hanno potuto esibire dal momento che, prima di salire a bordo della vettura, non l’avevano acquistato.
Smascherate dai controllori, mamma e figlia a quel punto avrebbero dovuto fare buon viso a cattivo gioco e incassare la sanzione prevista per tutti i ”portoghesi”. Invece, spiazzando tanto i controllori quanto gli altri passeggeri, hanno reagito con una foga incontenibile. Nei confronti dei due assistenti sono così volate prima urla e parole grosse, poi minacce verbali, infine graffi e spinte che hanno costretto addirittura uno dei due dipendenti della Trieste Trasporti a ricorrere alle cure mediche per le escoriazioni riportate a una mano.
L’aggressione è andata in scena sotto lo sguardo incredulo dei tanti occupanti del bus e dell’autista stesso, costretto a interrompere la corsa e a dar mano forte ai colleghi per tentare di placare gli animi delle due donne. Compito rivelatosi invece impossibile, al punto da dover richiedere l’intervento dei carabinieri per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.
Solo all’arrivo dei militari del Radiomobile di Aurisina madre e figlia hanno accettato di scendere dall’autobus e metter fine alla sceneggiata, conclusa inevitabilmente, come detto, con una denuncia a piede libero.
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