Con due condanne a tre anni e a due anni e mezzo, il giudice Francesco Angiolini ha chiuso ieri mattina un processo per truffa e lesioni personali nei confronti di una coppia di milanesi che l’estate scorsa colpirono, all’apice di un diverbio, la titolare di un negozio colpevole di avere cercato di fermare un loro tentativo di raggiro. Era incinta, lo disse, ma non bastò: le rifilarono un pugno al volto che le provocò la frattura del setto nasale.
L’episodio risale al 25 luglio dello scorso anno, nel pieno di una stagione densa di truffe tentate e riuscite, sempre ai danni di negozianti e sempre ricorrendo allo stesso espediente di cui i due imputati - Gaetano Cirami, 54 anni e Vincenza Ozioso, 43 - si servirono anche quel giorno entrando nel frequentatissimo panificio tra le vie Grossi e Zezio.
Consumarono per sette euro, ne vinsero cnique a un «Gratta & vinci» poi ne incassarono altri tredici dicendo alla commessa di avere consegnato alla titolare una banconota da 20 e di essere in attesa del resto. Ebbero quel che cercavano - i loro 13 euro - poi si allontanarono in cerca di "prede" più accessibili.
Non fecero molta strada. Andarono in una casa poco distante dove intercettarono una signora che sembrava rispondere ai requisiti del caso. In aula, davanti al giudice, è stata ricostruita l’esatta successione degli eventi. Si è scoperto che mentre la coppia si preparava alla seconda truffa, la titolare del panificio tornava in negozio e si accorgeva del raggiro ai danni della sua dipendente. Convinta che i due non potessero essere lontani, si era messa sulle loro tracce assieme a un amico che l’aveva accompagnata in moto.
Trovandoli, la negoziante aveva dato prova di coraggio e di senso civico invidiabile. Era scesa dalla moto e li aveva affrontati. La donna, Vincenza Ozioso, anziché allontanarsi l’aveva però aggredita a male parole. E quando la titolare del panificio l’aveva avvertita di essere incinta, lei l’aveva comunque colpita, rifilandole un pugno in pieno volto.
Risultato: naso rotto e ambulanza in posto, seguita di pochi secondi da un’auto della polizia che aveva fermato i due truffatori.
A bordo della loro macchina erano stati recuperati un coltello a serramanico e un rasoio particolarmente affilato. La sentenza: tre anni alla Ozioso, due e mezzo al Cirami, come sollecitato dal pm Vanessa Ragazzi, e 5000 euro di risarcimento alla parte lesa. Gli imputati non sono comparsi in aula.
La buona notizia è che la gravidanza si è felicemente conclusa senza danni.
link alla notizia:
www.laprovinciadicomo.it/stories/como città/74538_ferirono_la_panettiera_era_incinta_condannati/









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