Maitresse cinese senza cuore
Una cinese di 48 anni sfruttava una connazionale irregolare e con decreto di espulsione facendola prostituire all'interno del suo appartamento riminese. La giovane sfruttata è stata liberata dai carabinieri della Mobile di Rimini
Rimini, 1 aprile 2009 - Non aveva scrupoli a sfruttare la connazionale clandestina e povera in canna, e a portarle via tutti i guadagni. In manette, è finita C.W., una cinese, di 46 anni, arrestata dalla Squadra mobile di Rimini. Una vera e propria maitresse che pensava a tutto, dai profilattici alla ‘pubblicità’. I poliziotti l’hanno scovata in un appartamento di via Montefeltro, dove hanno trovato entrambe le donne.
Irregolare e con già un ordine di espulsione. Condizioni ideali, per la sfruttatrice, per tenere in pugno la sua vittima. Una donna non più giovanissima che se n’era andata da Milano, magari sperando di trovare un lavoro in qualche laboratorio sottoterra Ma aveva invece incontrato W. che l’aveva messa subito al ‘lavoro’, concedendole molto generosamente l’'uso' del suo appartamento di via Montefeltro. Era lei che acquistava i profilattici che faceva pubblicare annunci erotici sui siti internet e riviste periodiche, così da non essere mai a corto di clienti. Ma era sempre lei che si prendeva tutti i soldi che la poveraccia guadagnava, senza mai farle vedere una lira. Una fonte di reddito a cui non avrebbe mai rinunciato.
Quando gli investigatori della Mobile hanno fatto irruzione nell’appartamento, i clienti erano ancora lì. La donna che si prostituiva non ha fatto fatica a raccontare come si svolgeva la sua vita, e gli stessi clienti, entrambi italiani, hanno confermato che dopo avere consumato la prestazione sessuale, andavano a pagare direttamente da Wu. La quale è stata trovata con i quattrini ancora in mano. La donna è stata arrestata per sfruttamento della prostituzione, mentre la sua vittima è finita in manette per la Bossi-Fini.
Era da un pezzo che le forze dell’ordine non ‘incrociavano’ la prostituzione orientale. Un’attività che i cinesi riescono a gestire, rimanendo ugualmente nell’ombra. Una loro prerogativa che si basa sul silenzio e sull’’invisibilità.
link alla notizia:
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/rimini/2009/04/01/162245-maitresse_cinese_senza_cuore.shtml
Rimini, 1 aprile 2009 - Non aveva scrupoli a sfruttare la connazionale clandestina e povera in canna, e a portarle via tutti i guadagni. In manette, è finita C.W., una cinese, di 46 anni, arrestata dalla Squadra mobile di Rimini. Una vera e propria maitresse che pensava a tutto, dai profilattici alla ‘pubblicità’. I poliziotti l’hanno scovata in un appartamento di via Montefeltro, dove hanno trovato entrambe le donne.
Irregolare e con già un ordine di espulsione. Condizioni ideali, per la sfruttatrice, per tenere in pugno la sua vittima. Una donna non più giovanissima che se n’era andata da Milano, magari sperando di trovare un lavoro in qualche laboratorio sottoterra Ma aveva invece incontrato W. che l’aveva messa subito al ‘lavoro’, concedendole molto generosamente l’'uso' del suo appartamento di via Montefeltro. Era lei che acquistava i profilattici che faceva pubblicare annunci erotici sui siti internet e riviste periodiche, così da non essere mai a corto di clienti. Ma era sempre lei che si prendeva tutti i soldi che la poveraccia guadagnava, senza mai farle vedere una lira. Una fonte di reddito a cui non avrebbe mai rinunciato.
Quando gli investigatori della Mobile hanno fatto irruzione nell’appartamento, i clienti erano ancora lì. La donna che si prostituiva non ha fatto fatica a raccontare come si svolgeva la sua vita, e gli stessi clienti, entrambi italiani, hanno confermato che dopo avere consumato la prestazione sessuale, andavano a pagare direttamente da Wu. La quale è stata trovata con i quattrini ancora in mano. La donna è stata arrestata per sfruttamento della prostituzione, mentre la sua vittima è finita in manette per la Bossi-Fini.
Era da un pezzo che le forze dell’ordine non ‘incrociavano’ la prostituzione orientale. Un’attività che i cinesi riescono a gestire, rimanendo ugualmente nell’ombra. Una loro prerogativa che si basa sul silenzio e sull’’invisibilità.
link alla notizia:
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/rimini/2009/04/01/162245-maitresse_cinese_senza_cuore.shtml









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