avevano deciso di liberarsi del' ex marito di lei
Gli amanti diabolici Mi dissero: uccidilo
MILANO - Per nove anni e quattro mesi Lucianino "Due pistole" - al secolo Luciano Vella, 43 anni, siciliano trapiantato a Milano - in carcere ha tenuto la bocca chiusa. Michele Nicassio, la sera del 17 febbraio 1988, l' aveva ammazzato in piazzale Loreto dopo una lite per un motivo da niente. Nessun mandante, aveva giurato. Nessun movente, se non quella stupida questione del posteggio. Ma l' anno scorso "Due pistole", che per l' omicidio venne arrestato sul posto da un vicebrigadiere in borghese, ha cominciato a vacillare. E, scrivendo una lettera allo stesso magistrato che lo aveva fatto condannare, ha indicato i nomi di chi gli aveva commissionato il delitto e lo pagava indirettamente per stare zitto: Carmelo Puglisi (chiamato per sbaglio Erminio) e la sua convivente Antonietta Veglia. Due personaggi singolari, come hanno accertato i carabinieri del nucleo Operativo cui è toccato il compito di cercare i riscontri alla tardiva e inattesa confessione. Lei, 42 anni e un' apparizione al Maurizio Costanzo Show come esperta di scambi di coppie, è la ex moglie del morto, lasciato tempo prima dell' omicidio. Lui, 56 anni e un look che non passa inosservato, il suo nuovo fidanzato. Entrambi, da tempo, gestivano tre club a luci rosse a Milano e un quarto locale a Sanremo. Nell' ordine, il Cleopatra, il Paradise, il Play e il Paradise 2. Venerdì scorso i due sono stati rintracciati dagli uomini del capitano Salvatore Cagnazzo e arrestati. Omicidio, è l' accusa che li accomuna, con l' aggravante da ergastolo della premeditazione. Il gip Guido Salvini, nove mesi dopo le prime ammissioni, ha infatti ritenuto credibile il racconto ripetuto da Lucianino "Due pistole" e sostanziali i riscontri trovati dagli investigatori. I mandanti, è stato accertato, avevano onorato la "fattura" del sicario: 90 milioni pagati a rate, un milione alla volta, al figlio della sua compagna. E i versamenti, prima in contanti poi attraverso vaglia postali, non si erano mai interrotti: l' ultimo, da 5 milioni, era avvenuto il 23 luglio del 1997 sotto gli occhi dei militari. Carmelo Puglisi e la sua donna - è la storia emersa dopo quasi dieci anni -avevano deciso di liberarsi del' ex marito di lei, un tipo manesco, che non aveva mai accettato la loro relazione. E la scelta del killer era caduta su Luciano Vella, già dimostratosi affidabile per aver gambizzato un cliente che dava fastidio. Altra credenziale, determinante. Il siciliano aveva già ucciso una volta, il 13 marzo del 1981, sul ballatoio di una casa di ringhiera al Ticinese, per liberarsi del balordo che gli aveva rubato la ragazza e l' aveva messa incinta. Condannato a 24 anni, rinchiuso a Parma, si era comportato bene tanto da ottenere la semilibertà e i permessi premio. Il soggetto ideale: nessuno avrebbe potuto pensare a lui, costretto a tornare in galera la notte stessa, per l' omicidio. E novanta milioni erano un prezzo ragionevole, anche per pagare il silenzio. Invece a "Due pistole" andò malissimo. Dopo aver abbattuto Michele Nicassiò, con la Smith & Wesson calibro 44 avuta dai mandanti, venne placcato da un militare fuori servizio che andava al cinema. - di LORENZA PLEUTERIlink alla notizia
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/04/16/gli-amanti-diabolici-mi-dissero-uccidilo.html
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