17 aprile 2009

FIRENZE - Un agguato in cui fu ferito con due colpi di pistola, come avvertimento; poi l'omicidio, programmato per i giorni di Pasqua ma sventato in tempo dai carabinieri prima che un imprenditore fiorentino dei trasporti, Marco Garrisi, 51 anni, pagasse così i suoi contrasti di lavoro con la segretaria e l'intenzione della stessa e del suo fidanzato di fondare una nuova ditta facendo cessare la sua attività e portandogli via il portafoglio clienti. Sarebbe questo lo scenario emerso da indagini degli investigatori del reparto operativo del comando provinciale di Firenze dell'Arma sul ferimento di Garrisi, avvenuto il 6 febbraio scorso davanti alla sua ditta, la Gass Express. Oggi sono stati arrestati la segretaria, Sonia Giovannoni di 42 anni, e il fidanzato, Gaetano Abate, falegname di 49 anni con le accuse di lesioni personali gravissime, detenzione di armi, tentata estorsione e possesso di auto rubata, tutte relative all'episodio dell'agguato. Tuttavia, secondo l'inchiesta coordinata dal pm Ettore Squillace Greco, i due avrebbero effettuato i sopralluoghi, scelto l'arma e i veicoli con cui agire per uccidere Garrisi intorno a Pasqua. L'imprenditore era stato minacciato di morte circa venti giorni dopo l'agguato affinché chiudesse l'azienda, ma non cedette alle pressioni: anzi, denunciò subito la minaccia e a Pasqua fu fatto allontanare dalla città col pretesto di una vacanza. Oggi è scattato l'arresto della coppia. A guidare gli investigatori è stata l'intercettazione di una telefonata, attribuita ad Abate. Una svolta considerata decisiva per le indagini. Chi parlò con Garrisi, chiamandolo al suo cellulare da una cabina pubblica, lo intimidì dicendogli di essere l'autore dell'agguato e di cessare l'attività entro pochi giorni, in caso contrario lo avrebbe ucciso con la stessa arma con cui già l'aveva ferito. Minacce furono pronunciate anche per procurare lesioni al figlio minorenne di Garrisi. Una comparazione fonetica del Ris dei carabinieri tra questa telefonata e un'altra, successiva, fatta da Abate alla fidanzata mentre si trovava al suo posto di lavoro nella ditta di Garrisi, avrebbe poi permesso di risalire al falegname, tradito da un difetto di pronuncia e da un falso accento fiorentino. Garrisi fu ferito da un uomo su una Fiat Uno rubata mentre in ditta erano presenti la moglie e la stessa Giovannoni. Due proiettili di pistola calibro 38 modello revolver lo raggiunsero ad un gluteo e all'addome. Nelle perquisizioni di oggi l'arma dell'agguato non è stata trovata ma ne è spuntata un'altra con la matricola abrasa. Agli inquirenti, inoltre, risulta che la coppia aveva affittato un locale da trasformare in sede della loro futura ditta.
Fonte: ANSA


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