E' stata arrestata in Ungheria Irina Belenkaya, madre della piccola Elise, rapita il 20 marzo da un "commando" per essere portata, secondo quanto ha sempre sostenuto il padre, in Russia. Al momento dell'arresto, hanno fatto sapere fonti della polizia francese, la bambina era con lei. Poche settimane fa Mosca aveva negato a Parigi la richiesta di arresto della donna rischiando di inasprire i rapporti diplomatici tra le due capitali, l'Interpol russa -infatti- aveva fatto sapere, attraverso una nota, di non poter arrestare Irina Belenkaya poiché si trattava di una cittadina russa che non può essere arrestata in territorio russo su richiesta francese.
La notizia del rapimento, avvenuto a metà di marzo, aveva mosso a viva preoccupazione l'intera Francia. La piccola Elise, mentre si trovava in bici con il padre nella campagna di Arles era stata sequestrata da due uomini vestiti da agenti di sicurezza e una donna in abiti scuri con una parrucca vistosa avvicinatisi a bordo di un'auto. Mentre i due uomini immobilizzavano il padre con i taser (lo storditore elettrico), la donna aveva sfilato la bambina dal seggiolino fissato dietro la bici e l'aveva caricata in auto. I tre si erano poi allontanati in tutta fretta, speronando la bici dell'uomo, che è stato trovato svenuto ai margini della strada. La vettura - una Renault Modus, affittata a nome della Belenkaya - era poi stata ritrovata abbandonata a Montpellier.
Non si trattava della prima volta che Irina ricorreva a metodi del genere per riavere la figlia con sé. Dopo un divorzio molto litigioso, la donna l'aveva portata in Russia senza il consenso del padre. Per questo rapimento, su di lei pende un mandato d'arresto internazionale dal 2008. Di recente, Andre era riuscito a rintracciarle ed era andato a riprendersi la figlia. La madre lo aveva denunciato e aveva lanciato una campagna mediatica contro di lui.
link alla notizia:
www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200904articoli/42769girata.asp
La notizia del rapimento, avvenuto a metà di marzo, aveva mosso a viva preoccupazione l'intera Francia. La piccola Elise, mentre si trovava in bici con il padre nella campagna di Arles era stata sequestrata da due uomini vestiti da agenti di sicurezza e una donna in abiti scuri con una parrucca vistosa avvicinatisi a bordo di un'auto. Mentre i due uomini immobilizzavano il padre con i taser (lo storditore elettrico), la donna aveva sfilato la bambina dal seggiolino fissato dietro la bici e l'aveva caricata in auto. I tre si erano poi allontanati in tutta fretta, speronando la bici dell'uomo, che è stato trovato svenuto ai margini della strada. La vettura - una Renault Modus, affittata a nome della Belenkaya - era poi stata ritrovata abbandonata a Montpellier.
Non si trattava della prima volta che Irina ricorreva a metodi del genere per riavere la figlia con sé. Dopo un divorzio molto litigioso, la donna l'aveva portata in Russia senza il consenso del padre. Per questo rapimento, su di lei pende un mandato d'arresto internazionale dal 2008. Di recente, Andre era riuscito a rintracciarle ed era andato a riprendersi la figlia. La madre lo aveva denunciato e aveva lanciato una campagna mediatica contro di lui.
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