24 marzo 2010

28 marzo 2009 - (Apcom) Tragedia familiare a Sesana, una cittadina in Slovenia a pochi chilometri da Trieste. Una madre 35enne ha soffocato i due figli, di due e quattro anni, nella sua abitazione. La donna, secondo quanto si apprende, li avrebbe uccisi nella notte tra sabato e domenica.
La notizia viene riportata oggi dal quotidiano 'Il piccolo di Trieste'. La notizia, però, è stata resa nota solo ieri dalla Polizia di Capodistria, con un breve comunicato inviato ai giornali.
Dopo avere soffocato i due figlioletti, Ema di due anni e Mitja di quattro, ha chiamato suo padre, Iztok Mislej, un medico che vive nella stessa località sul Carso sloveno. L'uomo, arrivato nell'abitazione della figlia, ha trovato sul divano, uno accanto all'altro distesi, i corpi esanimi dei due bambini. È stato inutile il tentativo dell'uomo di rianimarli. L'ambulanza è stata chiamata proprio dal padre della donna, che ha poi avvisato anche Edward Gorup, il padre dei due bambini, separato dalla moglie.
Alla donna, dopo la separazione dal marito, erano stati assegnati i due figli.
Secondo una prima ricostruzione i due bambini potrebbero essere stati soffocati con un cuscino.
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24 marzo 2010 - Pallida, provata, ha ascoltato la sentenza impassibile, senza reagire: Kristina Mislej, la donna che ha ucciso i suoi due figli, Mitja di 4 ed Ema di 2 anni, è stata condannata a 20 anni di carcere. Le condanne in realtà sono due: 14 anni per ognuno dei due figli uccisi, ma la pena cumulativa è di 20 anni di reclusione.
Il fatto, che ha scosso l'opinione pubblica slovena, ma anche quella triestina – la Mislej, 36 anni, estetista, aveva lavorato per un periodo anche a Opicina – risale al 28 marzo 2009. Quel giorno, in un appartamento del condominio a poca distanza dal centro di Sesana, la donna, che aveva problemi con l'alcol, ha ucciso, soffocandoli probabilmente nel sonno, i suoi due figli.
Poco dopo mezzanotte aveva telefonato al padre Iztok Mislej, uno stimato medico che vive nella stessa località del Carso sloveno, chiedendo aiuto. Non sentiva più respirare i piccoli, aveva detto. L'uomo si è precipitato subito nell'appartamento della figlia. Lì Kristina era in attesa; sul divano erano distesi, uno accanto all'altro, i due piccoli corpi esanimi. Per loro non c'era più nulla da fare: tutti i disperati tentativi di rianimarli si sono rivelati inutili.
Nella sentenza, letta dal giudice Darja Srebotic, che ha presieduto la Corte del Tribunale circondariale, si rileva come le prove raccolte nel corso delle indagini dimostrano senza ombra di dubbio che al momento dell'omicidio, tra le 18 e le 24 di quel giorno, la Mislej era in casa da sola con i due bambini. L'ex consorte della donna e padre delle due vittime, Edvard Gorup (all'epoca i due erano già separati) in quel momento si trovava altrove.
Non è stato invece possibile stabilire se i piccoli sono stati uccisi nel sonno e in quale stanza dell'appartamento fosse stato commesso il duplice infanticidio.
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