19 marzo 2009

Accusa il papà di stupro e dopo 4 anni ritratta

QUATTRO anni di autentico calvario; quattro anni vissuti con un’accusa infamante: quella di aver violentato la figlia. Ieri quei quattro anni di incubo sono svaniti in un attimo: in poco più di mezzora nel corso della prima udienza del processo quando la figlia, oggi ventenne, ha ritrattato tutto. Davanti al collegio presieduto da Marta Perazzo (giudici Giovanni Muscogiuri e Piergiorgio Ponticelli) la ragazza ha confessato di essersi inventata tutto a causa di un malessere psicofisico molto grave che la pervadeva e non riusciva ad esternare.

Una bugia pagata carissima dal padre con tutte le comprensibili angosce di un uomo innocente accusato di un reato infamante ma anche dalla stessa ragazza che all’epoca della denuncia aveva sedici anni. Fu immediatamente allontanata dalla famiglia e gli unici contatti che le vennero concessi furono con la madre e solo per un’ora al mese. Al compimento della maggiore età la ragazza però rifiutò il sostegno dei servizi sociali e tornò a vivere con i suoi genitori.

Ieri la vicenda è approdata in un’aula di giustizia e il papà, un imprenditore quarantaquattrenne della val di Magra, difeso dagli avvocati Pier Paolo Tiepidino e Paola Lazzoni è stato finalmente assolto con formula piena. Drammatico l’interrogatorio della ragazza, a porte chiuse, davanti ai giudici del collegio e dopo la smentita della ragazza apparsa assolutamente credibile anche per il comportamento che aveva tenuto in passato quando era tornata a vivere con i genitori, al pubblico Tiziana Lottini non è rimasto altro da fare che rinunciare ai propri, numerosi, testimoni e chiedere l’assoluzione dell’imputato.
La vicenda come detto risale al 2005 e l’uomo era accusato di aver abusato della figlia sedicenne sin da quanto aveva undici anni. Se una analoga vicenda avvenisse oggi il padre accusato, in virtù della recente legge, finirebbe in carcere. L’unica consolazione per il papà sarzanese e che almeno quest’onta gli è stata risparmiata.

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