Otto anni tra indagini e processo, per accertare se una intera famiglia - i due nonni, il papà e lo zio - si sono macchiati del reato di violenza sessuale, nei confronti di un bambino. Il Tribunale di Varese ha assolto tutti, questa mattina. Il collegio presieduto dal giudice Giovanni Polidori, e a latere Chiara Valori e Alessandra Clemente, ha ritenuto non colpevoli i familiari del bimbo, sulla base dell’articolo 530, secondo comma, del codice di procedura penale. Gli avvocati della famiglia, Andrea Ricci, Carlo Alberto Cova, Daniele Steinberg, hanno commentato la sentenza con enfasi: “E’ stata una liberazione, per una famiglia, che ha pagato un prezzo altissimo, in questi anni,”. L’accusa era grave, e cioè l’aver costretto il bimbo, a toccarli in parti intime tra il 1999 (quando aveva soli 3 anni) e il 2001. La denuncia era partita dalla mamma. La donna si era separata dal marito, ma lo aveva accusato delle violenze quando il figlio andava a stare da lui, coinvolgendo nella sua denuncia quasi tutti i famigliari del coniuge. Secondo la famiglia finita sotto processo, c’erano, tra marito e moglie, dei dissidi sulla tutela dei figlio. Tuttavia, il processo ha creato una situazione ancora più delicata, e la tutela è stata affidata a un comune. Il papà e i nonni del minore non vedono il bambino da anni. La procura aveva chiesto un totale di 27 anni di carcere, mentre la parte civile aveva chiesto 300mila euro di danni. link alla notizia:









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