Falso stupro, risarcito Ciavardini
Era finito in manette con l'accusa più infamante, quella di violenza sessuale, e aveva trascorso otto mesi agli arresti domiciliari, riuscendo poi a dimostrare che quella che doveva essere la vittima aveva inventato di sana pianta lo stupro
Un incubo l'esperienza vissuta quattro anni fa da Oscar Ciavardini, noto titolare di un'autoscuola con sede in via Fabio Filzi, e che ha portato ora la IV sezione della Corte d'Appello di Roma a riconoscere all'imprenditore 96.300 euro di risarcimento per l'ingiusta detenzione.Ciavardini era finito in manette, insieme al barista Douglas Molinari, a fine settembre 2005. Una 23enne di Latina, che lavorava nel bar di Molinari, aveva raccontato agli inquirenti di essere stata attirata in trappola, tre mesi prima, nella villetta del titolare dell'autoscuola, in via del Lido, e di essere stata vittima di abusi sessuali.
I due passarono quindici giorni in carcere e otto mesi ai domiciliari e, fino alla conclusione del processo, furono sottoposti all'obbligo di firma. In aula, però, le difese iniziarono subito a battere su una serie di telefonate e di messaggi scritti dalla 23enne agli imputati, sulla cui autenticità si pronunciò poi un perito. Emerse così che lo stupro non era altro che un'invenzione della ragazza e, il 30 giugno 2006, fu lo stesso pubblico ministero, Raffaella De Pasquale, a chiedere l'assoluzione dei due latinensi.
Quando la sentenza assolutoria pronunciata dal Tribunale di Latina divenne definitiva, Ciavardini e Molinari presentarono quindi ricorso per ingiusta detenzione e, dopo l'accoglimento di quello del barista, ora la Corte d'Appello ha riconosciuto l'indennizzo anche al titolare dell'autoscuola.
Il difensore di Ciavardini, l'avvocato Oreste Palmieri, aveva presentato ai giudici romani un'articolata e lunga memoria.
Il legale aveva evidenziato il forte danno subìto dall'imprenditore, sia morale che economico. «Quale padre manderebbe la propria figlia in un'autoscuola il cui titolare è stato arrestato per stupro?», aveva sottolineato l'avvocato.
E, riconoscendo appunto quanto l'immagine di un uomo possa essere offuscata da accuse del genere in un centro di medio-piccole dimensioni come Latina, la Corte d'Appello ha riconosciuto a Ciavardini, un incensurato, un risarcimento notevole, 96.300 euro.
A distanza di tre anni e mezzo dal blitz della Polizia sulla vicenda sembra chiuso definitivamente il sipario.
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1 commento:
Bene, ma quella che ha inventato tutto ha pagato??
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